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Scheda del film
LA SOURCE DES FEMMES
Trama
di Radu Mihaileanu, con Hafsia Herzi e Leila Bekhti. In un piccolo villaggio del Maghreb, Leila, una giovane ventenne, porta avanti una campagna contro lo sfruttamento delle donne per il trasporto dell'acqua. Gli uomini non si danno da fare, e così le donne sono costrette ad assumere la totalità dei compiti. Leila propone allora di fare lo sciopero dell'amore. Niente più sesso finché gli uomini non costruiranno un tubo per portare l'acqua al villaggio.
Il giudizio
La critica:   12345
Il pubblico:   12345  (656 voti)
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Recensione
Battaglie femminili
In La Source des Femmes
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«I miei film cominciano sempre con una tragedia che mi colpisce e mi commuove. Nella Source des Femmes è una madre che perde un bambino, ma il passo successivo è l’idea che in questo mondo, soprattutto oggi che siamo sul bordo del precipizio, circondati da crisi e da problemi, non dobbiamo lasciarci abbattere, ma ricordarci sempre che l’essere umano ha grandi risorse e grazie alla propria intelligenza e gioia di vivere, ha le armi per controbattere, ribellarsi, o comunque contrastare la tragedia, la stupidità e la barbarie, ovunque si manifestino». Lo ha detto Radu Mihaileanu regista dell’indimenticabile Train de Vie e di Concerto, presentando a Roma il suo ultimo film, La Source des Femmes, una favola realistica e agrodolce che racconta come la guerra di Lisistrata coniugata con Le mille e una notte possa dare alla fine, la felicità. Tutto nasce da una notiziola riportata dai giornali nel 2001, sull’«operazione Mosè»: così erano stati chiamati i lavori che avevano finalmente portato l’acquedotto in un paesino della Turchia, mettendo fine alla guerra che le donne del posto, stanche di fare le bestie da soma per portare l’acqua giù dalla montagna, avevano dichiarato ai loro uomini.
Nel film la bellissima protagonista, Leila (Leila Bekhtì), che per prima si ribella, ha però, dalla sua parte, il marito, maestro della scuola locale che tenta di portare in mezzo a quelle quattro case ancora saldamente ancorate a leggi patriarcali, un po’ di sapere, la curiosità e la voglia d’imparare, anche solo a leggere e a scrivere. Sua moglie è un’allieva diligente, e oltre a individuare la strategia da seguire per riuscire a cambiare la situazione, riesce anche a convincere le altre donne a ribellarsi, a lottare contro l’incomprensione facendo lo «sciopero dell’amore» contro l’inerzia, o la codardia degli uomini che hanno accanto.

Max Armani
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