



Quando i divi del cinema si cimentano con l’interpretazione di una rockstar può venirne fuori qualcosa di interessante.Adesso tocca a Tom Cruise, capelli lunghi, bandana, tatuaggi e pantaloni di pelle in una versione quanto mai sexy e insieme parodistica alla Axl Rose. Che la (auto)ironia sia poco sfruttata ma nelle corde dell’attore abbonato a ogni sorta di Mission: impossible si era già capito quando aveva dato vita al produttore prepotente, ciccione e volgare del demenziale Tropic Thunder di Ben Stiller. Stavolta supera se stesso come presenza scenica e come cantante non se la cava affatto male.
Rock of ages è la versione cinematografica dell’omonimo musical di Broadway e vuole ricostruire il clima rock losangelino dei tardi anni ‘80 (esattamente il 1987), ma a svettare sono le interpretazioni di un cast di divi scatenato e divertente. Oltre a Cruise in versione trash-maledetto ci sono Alec Baldwin, hippie invecchiato ma non domo e proprietario del locale Bourbon Room dove si esibiscono le band del momento; Paul Giamatti, manager furfante e col codino, e una superconservatrice militante Catherine Zeta-Jones intenzionata a far chiudere il Bourbon accampando ragioni di moralità. Però queste star (compresa la vera cantante Mary J. Blige), pur rubando la scena a tutto il resto, non sono i protagonisti, ruolo riservato a una coppia di innamorati. Lei (la bionda Julianne Hough, già vincitrice di due edizioni del Ballando con le stelle americano) ragazza di provincia sbarcata a Los Angeles dal paesello in Oklaoma e lui (Diego Boneta, pop star e attore messicano) barista al Bourbon con velleità di diventare rocker. Tra equivoci sentimentali e incidenti musicali di percorso, il lieto fine arriva dopo un’infilata di brani di Bon Jovi, Guns N’Roses e altri musicisti dell’epoca.