



Le due recenti produzioni ispirate alla fiaba dei fratelli Grimm, sugli schermi a distanza di pochi mesi, non potrebbero essere più diverse tra loro (già è disputa tra chi preferisce l’ironico Mirror Mirror con Julia Roberts e chi il cupo, con striature horror, Biancaneve e il cacciatore di Rupert Sanders); entrambe lontane dal leggendario cartoon Disney. Biancaneve e il Cacciatore è un racconto epico che punta sulla suggestione dei simboli iconici, spaziando nell’universo fantasy d’azione. L’incipit che sostituisce il classico «C’era una volta» dichiara subito la crudeltà dei mondi fiabeschi: in un bel giardino ghiacciato tre gocce di sangue cadono al rallentatore macchiando la neve. La prima parte mette a fuoco la matrigna-strega (Charlize Theron), assetata di potere ed eterna giovinezza, che uccide il padre di Biancaneve e imprigiona la ragazza (Kristen Stewart di Twilight) in una torre. Ma lei fugge e inizia un viaggio di conoscenza che la trasformerà in guerriera. Alla fine, alla testa di un esercito, con armatura che la rende simile all’icona di Giovanna D’Arco, «Biancaneve is back» per riprendersi il trono usurpato. Nel viaggio, Biancaneve è dapprima addestrata alle arti della guerra dal Cacciatore (Chris Hemsworth), un killer inviato dalla regina che dovrebbe strapparle il cuore e invece le insegna a combattere. Poi l’eroina s’inoltra negli psicoanalitici Foresta Oscura e Bosco delle Fate (omaggio, questo sì, alle creature Disney). I nani li incontra a metà film, e sono guerrieri, come Gimli del Signore degli Anelli. Ha anche il tempo per ammansire un terribile troll e ritrovare il Principe Azzurro, nobile amico d’infanzia che era stato bandito dal regno. E questo apre all’ormai tradizionale triangolo fantasy: Biancaneve, come Bella di Twilight e Katniss di Hunger Games, tra l’amore di due uomini. L’evoluzione del plot sentimentale sarà materia del sequel (già confermato).