



È iniziata a Baltimora nel 2006 ed è arrivata a Miami a passo di danza, la saga di Step Up, portando sullo schermo la parabola del sogno americano, del riscatto e del successo, mescolata, più o meno abilmente con la favola di Cenerentola, che però in questo caso, da Dirty Dancing in poi, chissà perché, è un ruolo quasi sempre riservato al protagonista.
Infatti anche in questo Step Up 4 Revolution 3D, la «principessa» è Emily (Kathryn McCormick), figlia di un costruttore, proprietario dell’elegante Hotel Dimont, dove Sean (Ryan Guzman) fa il cameriere assieme al suo grande amico Eddy. Lei vuole fare la ballerina e segue scuole prestigiose, loro ballano da sempre, sono gli eclettici e aggressivi coreografi del gruppo «The Mob» e con i loro numeri bloccano la città all’improvviso, per realizzare il video che porterà loro fama e denaro. Quattro film intrisi di ritmo e di numeri di ballo, dove Step Up 4 Revolution 3D per la regia di Scott Speer, se pure non metterà il punto finale (temporaneo) al fenomeno, mira per davvero a cambiarne la forma. Quella che si dipana sullo schermo non è più infatti solo una storia a due, quella della coppia formata da Sean e da Emily, protagonisti della vicenda d’amore e di ballo, ma una vera esibizione di gruppo, che rende il film in certi momenti, molto simile ad un musical, con numeri ambiziosi e complicati, che riescono a mescolare hip hop, danza moderna, salsa e balletto classico, il tutto firmato da ben quattro coreografi di grido.