


Sono rimasti nascosti sul lato oscuro della Luna per oltre sessant’anni. E ora vogliono tornare per conquistare il mondo. Sono gli improbabili nazisti spaziali del demenziale Iron Sky, commedia del finlandese Timo Vuorensola, presentata fuori concorso all’ultima edizione della Berlinale, coproduzione fra Finlandia, Germania e Australia. A scoprire i sopravvissuti del Terzo Reich sul nostro satellite è L’astronauta nero Washington (Christopher Kirby), in realtà un fotomodello messo in orbita per volere della Presidente degli Stati Uniti, una sorta di clone di Sarah Palin (la interpreta Stephanie Paul) che saccheggia gli slogan elettorali altrui. Siamo infatti sotto elezioni, e la Presidente pensa di raggiungere la poplarità col motto: «Un nero sulla luna? Yes She Can». Al circo si aggiungono una aggressivissima addetta marketing presidenziale, il trambusto tra i litigiosi membri Nazioni Unite e naturalmente l’assurda banda nazi arroccata sulla Luna. Qui ce n’è per tutti i gusti, dallo scienziato pazzo che albinizzerà il povero Washington, al vecchio Führer del Reich lunare (Udo Kier), alla bella e dolce Renate (Julia Dietze), al gelido Adler (Götz Otto) smanioso di diventare lui Führer e invadere la Terra...Gli spunti satirici, anche buoni, anche caustici, ci sono. Ma il più delle volte purtroppo si perdono, per via di una regia fiacca.