

Comincia come una satira politica in salsa british e finisce come una delle favole sentimentali di Lasse Hallström, dolce come scaglie di Chocolat. Nel mezzo, Ewan McGregor, competente ma grigio burocrate del ministero della Pesca e Agricoltura, è alle prese con sceicchi e salmoni. Infatti un ricchissimo yemenita si è messo in testa di introdurre nel suo arido territorio la pesca al salmone, pretendendo che i pesci risalgano la corrente. McGregor, incaricato di studiare il piano di fattibilità, avverte subito l'assurdità dell'impresa, ma a fargli pressione ci sono l'incaricata dello sceicco (Emily Blunt) e soprattutto l'aggressiva Kristin Scott Thomas, implacabile portavoce del Premier inglese, a caccia di qualche buona notizia da dare in pasto alla stampa, dato che quelle sui rapporti tra Occidente e Medio Oriente sono sempre pessime. La razionalità del rigido e infelicemente sposato funzionario britannico verrà sempre più scalfita dalla fede dello sceicco nell'impresa utopica e soprattutto dalle grazie della Blunt. Il film non mantiene tutte le scoppiettanti premesse satiriche sulla politica governativa, gli alti funzionari e il potere degli spin doctor ma imbocca i più placidi e tranquilli binari di un'introspezione ottimistica sul bene che fa dedicarsi ad una causa, anche se in apparenza irrealizzabile, e sulla forza dell'amore, che spinge a riprendere in mano la propria vita e andare controcorrente, come i salmoni.
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