di LUCIANO BARILE - Dopo l’annuncio lunedì della cancelliera Angela Merkel della decisione del Governo tedesco di comprare i dati trafugati relativi a 1.500 presunti evasori tedeschi con conti in Svizzera, ieri vi è stata una nuova telefonata tra il consigliere federale Hans-Rudolf Merz e il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble. Quest’ultimo ha ribadito alla stampa la volontà del Governo tedesco di entrare in possesso di quei dati, ammettendo altresì che comunque la trattativa non è stata ancora conclusa.
Comperare o non comperare, questo è il problema. Mentre i partiti politici e il semplice uomo della strada in Germania continuano a discutere se a uno Stato sia consentito di acquistare da un ladro di dati un CD con i nomi di circa 1.500 evasori fiscali tedeschi con depositi in banche svizzere, a Berlino stando alle affermazioni del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble il Governo avrebbe già preso «in via di principio» la decisione di comperare il CD pagandolo 2,5 milioni di euro. C'è il precedente, si sottolinea, dell'affare del Lichtenstein di due anni fa, e quindi, così Schäuble, nel caso della Svizzera non sarebbe possibile usare due pesi e due misure.
Certo sarebbe una bella delusione, se così fosse. Sembravano ormai definitivamente passati i momenti di grave irritazione che lo scorso anno Berna e Berlino avevano vissuto a causa del colorito e pesante linguaggio usato dall'ex ministro tedesco delle Finanze Peer Steinbrück nei confronti della Svizzera. A Berlino s'era insediato nel frattempo un nuovo Governo di coalizione cristiano-liberale e la visita a Berna del presidente del partito liberale (FPD) e ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, aveva portato aria nuova nei rapporti svizzero-tedeschi. Anche l'impegno del Governo svizzero di voler adottare prossimamente gli standard internazionali in materia di accordi sulla doppia tassazione aveva contribuito a calmare le acque. Invece d'improvviso l'affare del CD ha innescato una nuova fase di forte tensione con dichiarazioni che per alcuni hanno avuto quasi il sapore di dichiarazione di guerra.
Nello stesso tempo, però, c'è anche chi è convinto che i rapporti di amicizia tra Svizzera e Germania siano in grado di superare anche questa prova. Secondo un'inchiesta del settimanale Stern, il 57% dei tedeschi sarebbe favorevole all'acquisto del CD, ma non sono pochi in Germania gli autorevoli sostenitori della tesi secondo cui il caso della Svizzera, qualora su iniziativa di un titolare tedesco di un conto svizzero dovesse finire di fronte ai giudici, potrebbe trasformarsi in un'amara sconfitta per il Governo tedesco.
C'è anche chi sostiene che il Governo tedesco punti in realtà su una strategia d'intimorimento degli evasori tedeschi e su un'ondata di autodenunce nella speranza che ciò alla fine possa rendere superfluo l'acquisto del CD. Se così fosse, si aprirebbe la strada di un più sereno esame delle divergenze tra Svizzera e Germania in materia di segreto fiscale. E sarebbe anche l'ora giusta, con il nuovo ordinamento del settore finanziario internazionale cha va delineandosi su iniziativa del presidente americano Obama.