

Di GIOVANNI BARONE-ADESI La Grecia ha mancato i suoi obbiettivi di bilancio, come era largamente prevedibile. Molte misure decretate non hanno avuto seguito, l’evasione fiscale è rampante, la recessione, conseguente all’austerità imposta, molto più grave del previsto. I creditori sono vicini ad un accordo tra di loro per rilasciare la seconda rata di finanziamenti alla Grecia, ma non ha molto senso rilasciare nuovi prestiti ad un debitore che non riesce a far fronte ai suoi impegni. La logica economica vorrebbe che si staccasse la spina.
I francesi e i tedeschi non considerano il fallimento un’opzione nel caso della Grecia, perché le loro banche perderebbero i loro crediti. Pertanto giunge da Berlino la brillante idea di nominare un funzionario europeo, che esautori il Parlamento greco dalla fatica di gestire il bilancio. Secondo i geni dell’eurogruppo, la nomina di un Gauleiter assicurerebbe che la Grecia funzioni come la Prussia. La sovranità del popolo greco non è stata presa in considerazione. D’altra parte Papandreou si è dovuto dimettere da primo ministro, su pressione europea, il giorno dopo aver proposto un referendum sulle misure di austerità da adottare.
Gli eurocrati evidentemente ignorano la storia. Ogni autunno i greci celebrano la loro festa nazionale, il Giorno del no, che commemora il rifiuto di Metaxas di cedere basi militari a Mussolini, del quale era pur un grande ammiratore. Nonostante questo, preferì affrontare una guerra disperata piuttosto che svendere la sovranità ellenica. Settant’anni fa molti greci morirono di fame quando i governanti europei dell’epoca ridussero le razioni alimentari a trenta grammi di pane al giorno, ma gli altri sopravvissero fino alla liberazione.
Questa volta si spera che la storia sia meno drammatica. Il maggior artefice della politica europea verso la Grecia, Sarkozy, andrà a casa il mese prossimo, a meno che la polizia francese non trovi un pretesto per arrestare il nuovo candidato socialista all’Eliseo. La signora Merkel continuerà a governare con la sua traballante maggioranza ancora un po’, ma senza il suo buon amico francese sarà molto indebolita.
È sperabile che l’idea di nominare un governatore europeo per la Grecia venga presto smentita e dimenticata. Se la Grecia non è in grado di rispettare i patti, ha il diritto a rinegoziarli o andare per la sua strada. Le banche europee sarebbero più povere, forse anche la Grecia. Ma la sua sovranità e la sua integrità territoriale non sono negoziabili.
di MORENO BERNASCONI - La Commissione del Consiglio degli Stati ha rinunciato ieri a pronunciarsi sul risanamento... Leggi
di ALFONSO TUOR - L’Europa è di fronte a un bivio: o la Germania accetta in qualche modo di farsi carico di... Leggi
di LINO TERLIZZI - Se si misura quanto accaduto ieri all’interno del quadro dei rapporti internazionali della... Leggi
di GIANNI RIGHINETTI - La decisione del Consiglio di Stato di togliere dal freezer i 28,4 milioni di franchi dei... Leggi
di FABIO PONTIGGIA - Un pasticciaccio brutto che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, con la perdita... Leggi
di GIOVANNI BARONE-ADESI - Le elezioni di domenica in Francia, Grecia e Italia hanno mostrato un notevole distacco... Leggi
Di Giovanni Galli - Di tanto in tanto l’elezione del presidente del Gran Consiglio diventa l’occasione per... Leggi
di LINO TERLIZZI - L’esito delle scadenze elettorali di questi giorni in alcuni Paesi europei, soprattutto in... Leggi
di GERARDO MORINA - In quelle che erano considerate le elezioni più imprevedibili del Dopoguerra e le prime dal... Leggi