Cultura e spettacoli La fattoria degli animali Tempo Libero Motori Cinema Eureka Gossip Film Festival Parliamone Piazza del Corriere Primo Piano Dal giornale Sondaggi Web
Due stadi per il TicinoScudo e AmnistiaElezione CFElezioni cantonaliElezioni FederaliElezioni comunali 2012
Emergenze Pronto soccorso Ospedali Cliniche
Meteo Infostrada Agenda Cinema Oroscopo Farmacie di turno Comunica con noi
Offerte Concorsi Iniziative Salute Album fotografico
Impiego Immobiliari Veicoli Generici Annunci Extra
Tariffe Acquista singola edizione Nuovo Modifica Sospensione Scrivici Pass.Dimenticata
Commenti CdT | Commento -  8 giu 2009 05:01

Il continente degli Stati-nazione

Elezioni europee: prevale il centro-destra

di GERARDO MORINA - Sono state le più grandi consultazioni transnazionali del mondo. In una settimana i cittadini dei 27 Paesi dell’Unione europea sono stati chiamati ad eleggere 736 europarlamentari. Elezioni pertanto tutt’altro che sottovalutabili dal momento che ben l’80 per cento delle singole legislazioni nazionali dei Paesi europei è di matrice comunitaria. Invece, lo scarso entusiasmo per i temi comunitari ha ancora una volta dominato il voto, pur con variazioni di astensionismo tra Paese a Paese. Stando a un sondaggio preelettorale effettuato per il quotidiano economico «La Tribune» presso elettori francesi, italiani, britannici e polacchi, l’interesse suscitato è stato poco o nullo per una stragrande maggioranza (65 per cento), con solo il 7 per cento che si è dichiarato «molto interessato». Una quasi-indifferenza, insomma, che non conferma solamente un atteggiamento diffusamente cronico, ma che è una risultanza di tre fondamentali fattori legati specificamente a queste elezioni. Il primo è che si tratta di europee che avvengono in mezzo alla peggiore emergenza economica e sociale del dopoguerra. E non a caso il già menzionato sondaggio della «Tribune» fissa al 58 per cento la proporzione dei cittadini europei convinti che i Paesi dell’UE stiano affrontando la crisi economica in ordine sparso, senza alcuna concertazione. Inoltre, sempre secondo il sondaggio, l’81 per cento degli elettori europei rimprovera di non aver sufficientemente abbordato il tema della crisi e delle misure di rilancio. Il secondo fattore è tutto interno all’UE e misurabile attraverso un’avvertita crisi di valori, di visione per il futuro nonché di leadership. Ma è il terzo il fattore determinante che più ha giocato nelle recenti elezioni, dominate senza eccezioni dal preponderante interesse per la dimensione nazionale del voto, anche perché alle europee si sono accompagnate nei Paesi UE consultazioni di carattere locale in grado di relegare in secondo piano la rilevanza delle istituzioni comunitarie europee. Se rientra nella norma il fatto che il test europeo si intersechi con quello nazionale, più «patologico» risulta invece che il secondo schiacci il primo quasi fino a farlo sparire. Se ciò avviene, come sembra anche questa volta essere stato il caso, significa che a prevalere nei Paesi UE è quel non sentire quel non pensare europeo, tipico non di una ricerca di sovranazionalità, ma all’opposto, di una visuale da Stati-nazione dove la coincidenza tra «Stato» come entità politica e geopolitica e «nazione» come entità culturale e/o etnica non lascia spazio ad altri orizzonti. Naturale quindi la conclusione che ne traeva ieri sul quotidiano «La Stampa» Barbara Spinelli, figlia di quell’Altiero Spinelli considerato uno dei padri fondatori dell’Unione europea, scrivendo: «L’Europa intesa come comune governo, affiancato ai governi nazionali, è un’utopia nata nell’ultima guerra che ha fatto naufragio anche se gli elementi statuali dell’edificio comunitario sono ormai inconfutabili».
Il polso dell’esito elettorale europeo ha cominciato ad essere misurato ieri sera dopo le 22 con tendenze registrabili sia in fatto di un complessivo 43,01 per cento di affluenza alle urne (piuttosto basso) sia in termini di risultati politici Paese per Paese. I dati, ancora incompleti, per gran parte dei Paesi votanti, insieme ai primi exit poll fanno emergere, con l’unica eccezione della Grecia, una vittoria dei partiti popolari, conservatori o di destra contro i socialisti e le formazioni di centrosinistra. È quanto è accaduto prima di tutto in Olanda dove l’estrema destra con il Partito della Libertà (PVV) di Geert Wilders si è imposta come seconda formazione politica. Débacle storica per i socialdemocratici e successo degli euroscettici in Austria, dove trionfa il partito popolare (OEVP), alleato minore della SPOE nella grande coalizione al Governo a Vienna. In Germania, prova generale prima delle legislative del prossimo autunno, i grandi vincitori sarebbero i liberali della FDP, mentre deludono sia la CDU/CSU del cancelliere tedesco Angela Merkel sia la SPD. In Francia un ottimo risultato per la maggioranza di governo di Sarkozy e il crollo del partito socialista all’opposizione. In Italia gli «instant poll» davano ieri sera il PDL di Berlusconi tra il 39 e il 43 per cento, relegando il PD di Franceschini tra il 27 e il 31 per cento. In Spagna il Partito popolare sarebbe in testa davanti ai socialisti del premier Zapatero. Anche in Portogallo il principale partito di opposizione di centrodestra si trova in vantaggio sul Partito socialista. In Bulgaria risulterebbe confermata la vittoria del partito conservatore Gerb del sindaco di Sofia. E nel Regno Unito i laburisti al Governo potrebbero finire al terzo posto determinando una crisi difficilmente gestibile per il premier Gordon Brown, già piegato dal recente scandalo delle note spese gonfiate dei parlamentari. Forse il recente rimpasto di Governo non basterà a placare la situazione e il Paese potrebbe quanto prima assistere alle dimissioni dello stesso Brown e/o alla convocazione di elezioni anticipate.

8.06.2009 - 05:01
Gerardo Morina
di MORENO BERNASCONI - La Commissione del Consiglio degli Stati ha rinunciato ieri a pronunciarsi sul risanamento... Leggi
di ALFONSO TUOR - L’Europa è di fronte a un bivio: o la Germania accetta in qualche modo di farsi carico di... Leggi
di LINO TERLIZZI - Se si misura quanto accaduto ieri all’interno del quadro dei rapporti internazionali della... Leggi
di GIANNI RIGHINETTI - La decisione del Consiglio di Stato di togliere dal freezer i 28,4 milioni di franchi dei... Leggi
di FABIO PONTIGGIA - Un pasticciaccio brutto che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, con la perdita... Leggi
di GIOVANNI BARONE-ADESI - Le elezioni di domenica in Francia, Grecia e Italia han­no mostrato un notevole di­stacco... Leggi
Di Giovanni Galli - Di tanto in tanto l’elezione del presidente del Gran Consiglio diventa l’occasione per... Leggi
di LINO TERLIZZI - L’esito delle scadenze elettorali di questi giorni in alcuni Paesi europei, soprattutto in... Leggi
di GERARDO MORINA - In quelle che erano considerate le elezioni più imprevedibili del Dopoguerra e le prime dal... Leggi
METEO
OggiDomaniSaRadar
Radar precipitazioni
Edizione del 16 maggio 2012
indiciTrendValore+/- %
SMI5872.73+0.12
cambioTrendAcquistoVendita
EUR/CHF1.1861.216
USD/CHF0.93080.9543
Materie primeTrendAcquistoVendita
GOLD CHF4645846958
petrolioTrendValore+/- %
PETROL111.7-0.09
Programma cinema
Dove
Questa sera
Lugano | Serate danzanti
C'mon Night Special
Rock 'n' roll, con DJ Crac'rabbeat. "Palco ai giovani afterhour party".
Living Room | 23.30
Stabio | Musica classica
Un giorno nello spazio
Concerto di primavera con la Filarmonica di Stabio diretta da Pietro Rezzonico. Ospite: Sakiko Yasui, percussioni.
Scuola Media | 20.45
Luogo