

di MATILDE CASASOPRA - «Non c’è alcun dubbio che l’uomo del futuro, il cittadino della Comune, sarà una creatura estremamente interessante e affascinante, e che la sua psicologia sarà molto diversa dalla nostra» (Lev Trockij, 1922). Oggi sappiamo che, anche lui, il buon Trockij, si era sbagliato, ma, in compenso sappiamo che l’uomo (e la donna) del presente - e del futuro - rispetto a quello del 1922 hanno una speranza di vita maggiore. In Europa - e i dati sono della CIA World Factbook, aggiornati al 2011 - si va dai 90 anni del Principato di Monaco ai 69 dell’Ucraina, passando per gli 81 della Svizzera (più precisamente 78,24 anni per gli uomini e 84,05 per le donne). Ciò comporta, anche nel linguaggio quotidiano, un adeguamento dei termini perchè se, fino agli anni Ottanta, «anziano» era colui che raggiungeva la pensione, provate oggi a dire ad una sessantacinquenne: «anziana signora». Anziano sarà lei!, vi risponderà nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore vi sciorinerà tutte le attività che svolge, non ultima quella di «mamma del nipotino». «Con la disoccupazione che c’è in giro - vi dirà la signora - non posso permettermi che mia figlia e mio genero perdano il posto. Così mi occupo io del bimbo». Dev’essere per un motivo simile a questo che, il 24 luglio, Anna, col nipotino, si trovava al parco pubblico di Dorno, in provincia di Pavia, a dondolarsi sull’altalena. Siccome non era la prima volta - che andava al parco e che veniva sorpresa in altalena - ad Anna è stata inflitta una multa di 100 euro. Motivo: «I giochi del parco possono essere utilizzati solo da bambini di età inferiore ai 12 anni».
La notizia, in un battibaleno, ha fatto il giro d’Italia e anche in Ticino non è passata inosservata. Ticino dove - e lo sappiamo grazie a un agente gentilissimo del Servizio multe della città di Lugano - la procedura in vigore è analoga. «Se un adulto viene sorpreso ad usare i giochi dei bambini - ci spiega - prima lo avvertiamo e poi, se lo ritroviamo intento nella medesima attività, procediamo a multarlo». La ragione di tutto ciò è semplice e razionale: i parchi giochi sono fatti e concepiti per bimbi e ragazzini fino ai 12 anni. Un’altalena regge un peso di 30-40 chili. Difficilmente è dimensionata per il peso degli over 50. Esiste, insomma, il rischio che qualcuno possa farsi male.
Eppure - senza per questo scomodare la poetica del fanciullino di pascoliana memoria - c’è qualcosa, in tutto questo, che non quadra. Se la speranza di vita è aumentata e gli anziani, anche anagraficamente, diventano tali più tardi, come la mettiamo con tutti coloro che, davanti a un’altalena, sentono - profondo - il desiderio di salirci sopra e di dondolarvicisi, magari retrocedendo il più possibile, tendendo le gambe a più non posso fino a irrigidire la punta dei piedi che, rilasciata, imprimerà la spinta che permette di sentire «il vento alla schiena»? Come la mettiamo con quelle persone che hanno saputo conservare, intatto dentro di sè - forse aiutati in questo dalla cresciuta speranza di vita - quel bimbo o quella bimba cui piaceva giocare, ridere, nascondersi e cantare? Come la mettiamo con quei quasi coeatanei che, grazie a una migliore condizione fisica, hanno persino accettato di protrarre gli anni di lavoro e che sempre meno si godono la «meritata quiescenza»? Li multiamo tutti perchè non hanno 12 anni e quindi, se vanno al parco col nipotino, devono limitarsi a guardare lui che dondola? Non si potrebbe cominciare a pensare a parchi giochi attrezzati per bimbi e nonni dove tutti - anche i cosiddetti adulti - possano andare in altalena? Non si risolveranno certo i problemi del mondo, ma, ne siamo certi, si regalerà un sorriso a moltissime persone. Sicuramente al nipotino di Anna che. tornando a casa, non dovrà a dire: «Hanno multato la nonna», ma potrà annunciare: «Ho visto la nonna volare, tra le corde dell’altalena».
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