
di GIANNI RIGHINETTI - La galleria del San Gottardo va o non va completata? È un’interrogativo che veniva già sollevato 30 anni fa, il 5 settembre del 1980, quando la Svizzera (e il Ticino in particolare) festeggiava l’apertura di un tunnel autostradale in grado di garantire un collegamento rapido tra Sud e Nord delle alpi. La domanda cruciale è sempre d’attualità alla fine dell’estate del 2010, in attesa che il prossimo autunno l’Ufficio federale delle strade (USTRA) trasmetta al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) l’atteso rapporto chiamato a delineare programmi e scenari per la manutenzione straordinaria che dovrebbe essere avviata una volta inaugurata la galleria di base di AlpTransit.
Su quello studio verranno puntati gli occhi di tutti: della Confederazione (sulla quale gravano le responsabilità delle vie di transito nazionali), dei Cantoni immediatamente a Nord (Uri in primis), dell’Europa intera (per la quale le nostre strade e il San Gottardo sono vitali per il commercio dall’estremo Nord al tacco dello stivale italico). Ma non vanno dimenticate le necessità del Ticino: dei suoi cittadini e della sua economia. I lavori per rimettere a nuovo il tunnel dopo trent’anni di congestionato servizio non saranno solo una prova di alta ingegneria, non solo tecnica ma anche politica. Tanto per usare un termine che di tanto in tanto viene sbandierato: federalismo è anche non lasciare il Ticino isolato dalla Svizzera, federalismo è anche considerare gli interessi delle minoranze su questioni concrete e non solo farne discorsi astratti a geometria variabile a dipendenza delle convenienze del momento.
Mentre lo studio dell’USTRA è in elaborazione, con una tempistica un po’ sospetta la scorsa settimana è stato divulgato un altro studio, redatto in inglese, ma di matrice ticinese, datato aprile 2009. Una ventina di pagine che per oltre un anno sono rimaste in un cassetto, poi qualcuno ha deciso di renderle pubbliche, proprio ora che l’USTRA dovrà mettere nero su bianco le sue proposte. C’è da augurarsi che il nuovo documento proponga una visione lungimirante, che metta sul tavolo tutte le variabili in discussione e che non sia, per dirla tutta, solo un esercizio accademico da cui trarre indicazioni invero un po’ lapalissiane, come quelle secondo cui i costi che dovrebbe sopportare l’industria ticinese in caso di chiusura temporanea della galleria, sarebbero meno elevati degli investimenti destinati a rendere sicuro l’asse al 100%. Ad affermarlo è uno studio che la variabile sicurezza non l’ha neppure presa in considerazione e che ha tenuto presente solo una parte delle industrie cantonali attive nel settore secondario. Come dire che una quota minoritaria di un solo settore è rappresentativa del 100% di tutti e tre i settori classici dell’economia. Concludere poi, su queste basi d’argilla, che tutto questo dimostra che la costruzione di un secondo tunnel non si giustifica è davvero spararla grossa.
Inutile nascondersi: l’imbocco del San Gottardo ad Airolo mostra con una chiara immagine una sorta di errore ormai storico: chi si immette vede due imbocchi, ma avvicinandosi ci si rende presto conto che i 17 km alla velocità di 80 km/h andranno affrontati in un solo tubo con traffico bidirezionale. Se è vero che sbagliare è umano, mentre perserverare è diabolico, è giunto il momento di rimediare. Il Ticino, con o senza AlpTransit, non potrà restare isolato. Il trasporto su gomma, privato o commerciale che sia, rimane una necessità e non è prevedibile un netto ridimensionamento di questo bisogno nei prossimi anni. Il collegamento del San Gottardo non può essere soppresso per settimane, neppure per mesi. Meglio mettere da parte certi dogmi, anche frutto degli sbagli del passato, e agire in maniera razionale. Nell’interesse di tutti e di tutto. In primis della sicurezza.
di MORENO BERNASCONI - Contrariamente alle prime allarmistiche affermazioni del capo di Swissgrid Pierre-Alain... Leggi
di GERARDO MORINA - Mentre in Siria non si fermano le violenze, il doppio veto di Russia e Cina su una dura risoluzione... Leggi
di GIANCARLO DILLENA - Sono frequenti anche alle nostre latitudini, da qualche tempo, i richiami all’«etica».... Leggi
di LINO TERLIZZI - Tre notizie in un solo giorno su banche svizzere non sono poche. Se poi riguardano un rinvio... Leggi
di GERARDO MORINA - Al Parlamento di Westminster i leader tanto dei partiti al Governo (conservatori e liberal-democratici)... Leggi
di TITO TETTAMANTI - Dubito che nei futuri libri di storia gli odierni governanti europei verranno ricordati come... Leggi
di GIOVANNI GALLI - Venerdì prossimo la Commissione tributaria del Gran Consiglio dovrà decidere sul progetto... Leggi
di ALESSANDRO MILAN - Osservate una scena del delitto in Italia e prima o poi li vedrete in azione. Inizialmente... Leggi
di MORENO BERNASCONI - Fra i molti problemi che ha sollevato, il caso Hildebrand ha evidenziato anche la reticenza... Leggi


