Cultura e spettacoli La fattoria degli animali Tempo Libero Motori Cinema Eureka Gossip Film Festival Parliamone Piazza del Corriere Primo Piano Dal giornale Sondaggi Web
Due stadi per il TicinoScudo e AmnistiaElezione CFElezioni cantonaliElezioni FederaliElezioni comunali 2012
Emergenze Pronto soccorso Ospedali Cliniche
Meteo Infostrada Agenda Cinema Oroscopo Farmacie di turno Comunica con noi
Offerte Concorsi Iniziative Salute Album fotografico
Impiego Immobiliari Veicoli Generici Annunci Extra
Tariffe Acquista singola edizione Nuovo Modifica Sospensione Scrivici Pass.Dimenticata
Commenti CdT | Editoriale -  8 feb 2012 06:00

Problemi di rete e non solo

di MORENO BERNASCONI - Contrariamente alle prime allarmistiche affermazioni del capo di Swissgrid Pierre-Alain Graf, a quanto pare il freddo non rischia di provocare un blackout della rete elettrica svizzera. Swissgrid stessa, l’Ufficio federale dell’energia e una pattuglia di esperti si sono precipitati ieri a relativizzare le affermazioni fatte da Graf alla NZZ, tentando di scaricare sul giornale la colpa per le preoccupazioni che avevano suscitato. Ma la correzione di rotta (per evitare un’ondata di panico) non toglie nulla al problema di fondo sollevato da Graf. Quale? Che la capacità della rete è insufficiente e va ampliata al più presto se non si vuole andare incontro al collasso. Qualcuno ha cercato di liquidare l’allarme di Swissgrid come il semplice tentativo di mettere le mani avanti qualora – in una situazione critica dovuta alla morsa del freddo – effettivamente capitasse una panne come quella di alcuni anni fa, che aveva provocato una valanga di critiche dell’Italia contro il nostro Paese. Se si analizzano le argomentazioni di Swissgrid e di altri esperti, si capisce però che non si tratta di una semplice «excusatio non petita».
L’attuale rete elettrica svizzera, segnatamente quella ad alta tensione, pone un problema reale a causa di almeno due fenomeni per noi relativamente nuovi. Il primo è la liberalizzazione del mercato elettrico, che la Svizzera intende d’altronde incentivare sottoscrivendo un accordo con i Paesi dell’Unione europea. Il nuovo ministro degli Esteri svizzero Didier Burkhalter l’ha posto fra le priorità (anche temporali) del suo Dipartimento. La liberalizzazione del mercato elettrico ha come conseguenza che le immissioni di energia elettrica sulla rete variano a dipendenza delle fluttuazioni dei prezzi: l’energia viene messa in rete là dove costa meno. Ciò aumenta l’instabilità e la difficoltà di gestione della rete con tutto ciò che comporta.
L’altro problema riguarda il ricorso crescente alle energie rinnovabili o alternative che si registra già oggi e che andrà accentuandosi in futuro anche per il nostro Paese, a causa dell’uscita dal nucleare. L’utilizzazione crescente di energia eolica o solare pone una sfida alla rete perché la sua produzione su larga scala non avviene localmente, come quella atomica prodotta attualmente in Svizzera, ma in regioni lontane dalle quali deve essere trasportata. La questione della capacità della rete e delle infrastrutture per il trasporto delle energie alternative è stato fin qui sottovalutato dai politici. Come è stato sottovalutato un fatto evidente: al sole e al vento non si comanda. L’inserimento nella rete dell’energia prodotta attraverso queste fonti è imprevedibile per definizione e tale resta anche se si sfruttano nuovi sistemi di immagazzinamento. Se si sommano i problemi provocati dalla liberalizzazione del mercato e quelli dovuti al crescente ricorso a energie alternative, se ne deduce che in un prossimo futuro avremo seri problemi di rete da risolvere.
Se le cose stanno così, allora dalla Strategia energia 2050 che ha promesso in tempi brevi il Dipartimento dell’ambiente e dell’energia dovrà emergere anche come si pensa di ristrutturare la rete del trasporto e della diffusione dell’elettricità in modo da garantire a lungo termine la sicurezza dell’approviggionamento in mancanza dell’energia elettrica (40% del fabbisogno) prodotta oggi dalle centrali nucleari. Tenendo conto del fatto che infittire di linee ad alta tensione un territorio come la Svizzera, dove la parte abitata è densa e quella pianeggiante assai ridotta, non è un gioco da ragazzi. E che il ricorso a più eolico in Svizzera (e conseguente moltiplicazione di giganteschi generatori) oppure la costruzione di centrali a gas (grandi inquinatrici) implica che si trovino località disposte ad ospitarle. Tutti problemi pratici che dovranno trovare una soluzione condivisa. Non sarà facile.

8.02.2012 - 06:00
Moreno Bernasconi
di MORENO BERNASCONI - La Commissione del Consiglio degli Stati ha rinunciato ieri a pronunciarsi sul risanamento... Leggi
di ALFONSO TUOR - L’Europa è di fronte a un bivio: o la Germania accetta in qualche modo di farsi carico di... Leggi
di LINO TERLIZZI - Se si misura quanto accaduto ieri all’interno del quadro dei rapporti internazionali della... Leggi
di GIANNI RIGHINETTI - La decisione del Consiglio di Stato di togliere dal freezer i 28,4 milioni di franchi dei... Leggi
di FABIO PONTIGGIA - Un pasticciaccio brutto che rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, con la perdita... Leggi
di GIOVANNI BARONE-ADESI - Le elezioni di domenica in Francia, Grecia e Italia han­no mostrato un notevole di­stacco... Leggi
Di Giovanni Galli - Di tanto in tanto l’elezione del presidente del Gran Consiglio diventa l’occasione per... Leggi
di LINO TERLIZZI - L’esito delle scadenze elettorali di questi giorni in alcuni Paesi europei, soprattutto in... Leggi
di GERARDO MORINA - In quelle che erano considerate le elezioni più imprevedibili del Dopoguerra e le prime dal... Leggi
METEO
OggiDomaniSaRadar
Radar precipitazioni
Edizione del 16 maggio 2012
indiciTrendValore+/- %
SMI5872.73+0.12
cambioTrendAcquistoVendita
EUR/CHF1.1861.216
USD/CHF0.93080.9543
Materie primeTrendAcquistoVendita
GOLD CHF4645846958
petrolioTrendValore+/- %
PETROL111.7-0.09
Programma cinema
Dove
Questa sera
Lugano | Jazz Rock Pop
Trio Swing Jazz
Jazz con Betti Granati, voce; Giorgio Deleo, pianoforte; Michele Bozza, sax.
Hotel Principe Leopoldo | 20.00
Verscio | Teatro
Avanti
Clownerie con Andreas Manz e Bernard Stöckli della Compagnia Due.
Teatro Dimitri | 18.00
Luogo