Cultura e spettacoli La fattoria degli animali Tempo Libero Motori Cinema Eureka Gossip Film Festival Parliamone Fotogallery Piazza del Corriere Primo Piano Salute Info Aziende Lavora con noi Commenti Dal giornale Sondaggi Web
Elezioni comunali 2013Sochi 2014
Farmacie di turno Emergenze Pronto soccorso Ospedali Cliniche
Trasporti Infostrada Agenda Cinema Musei Gallerie arte Oroscopo
Offerte Concorsi Iniziative Album fotografico
Impiego Immobiliari Veicoli Generici Annunci Extra
Tariffe Acquista singola edizione Nuovo Modifica Sospensione Scrivici Pass.Dimenticata
Commenti CdT | Editoriale -  5 dic 2012 05:43

L'Euro, la Merkel e Atene

di LINO TERLIZZI - Sarà per via di sondaggi che mostrano una risalita della sua popolarità in patria, sarà perché i fatti concreti alla fine superano i pregiudizi sulle persone e sulle idee, fatto sta che sulla cancelliera tedesca Angela Merkel e sul Governo di Berlino ora in Europa e altrove non si rovescia più la stessa valanga di critiche registrata nei mesi scorsi al riguardo della gestione della crisi dei debiti. Rimangono certamente posizioni di dissenso nei confronti della Germania e della sua linea del rigore, è vero, ma in questa fase non c’è più il fuoco concentrico visto in precedenza. Qui e là, anche tra i più critici, compaiono valutazioni positive sulla capacità del Governo di Berlino di fare compromessi, pur senza abbandonare le sue posizioni di fondo, e quindi su alcuni spiragli che si sono aperti nella pur complicata crisi dell’area dell’euro. Ed è vero che a Berlino, soprattutto la cancelliera Merkel ed il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, hanno saputo fare alcuni compromessi nell’Eurozona e nella UE. Ma se tutti avessero osservato e ascoltato meglio sin dall’inizio la linea del Governo tedesco sulla crisi dei debiti, ebbene si sarebbero accorti che in realtà la cosiddetta linea Merkel da un lato si basava su una strategia chiara nei contenuti, dall’altro però non escludeva passaggi intermedi per arrivare agli obiettivi di fondo. Ci sono stati talvolta errori ed incertezze nei tempi e nei modi, ma questa era l’impostazione.
La strategia si basava e si basa su due punti principali: mantenere l’euro nella conformazione più ampia possibile, perseguire il risanamento dei conti pubblici ed attuare riforme economiche in tutti i Paesi dell’area super indebitati, non solo per tenere in piedi la moneta unica ma anche per riaprire la strada della crescita economica. Si può condividere oppure no questa strategia, ma di questo si tratta. Per la Germania l’uscita dall’euro è sempre stata un’idea di riserva, da ultima spiaggia. La scelta di fondo è sempre stata quella di tenere l’euro. Coloro i quali già da fine 2010 hanno scommesso sull’uscita di Berlino, ebbene per il terzo anno consecutivo si accingono a perdere la scommessa. Il secondo punto principale, quello della linea del rigore come presupposto necessario per il superamento della crisi e per l’approdo ad una crescita economica più solida, è un punto di riferimento che si sta facendo strada in Europa, seppure con fatica e contraddizioni.
Ma questa linea, appunto, non ha mai escluso compromessi in un cammino non breve. Facciamo due esempi. Sulla possibilità di acquisti illimitati di titoli pubblici di Paesi euro in difficoltà, voluta dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, Berlino ha detto alla fine sì, ponendo però il vincolo dell’esistenza di piani di risanamento credibili. Merkel e Schäuble hanno dovuto mettere nel conto l’opposizione della stessa Bundesbank tedesca, meno incline al compromesso, ma hanno condotto in porto l’operazione con pragmatismo. Altro esempio. I tempi più lunghi accordati alla Grecia per il suo piano di risanamento possono giustamente far storcere il naso a quanti credono nella linea del rigore, ma mostrano ancora una volta come la Germania, al contrario di quanto scritto e detto da molti, non è cieca e sorda, piuttosto vuole fare compromessi quando emergono impegni seri, non prima.
La crisi dei debiti, e dentro questa la crisi dell’Eurozona, non sono risolte. Ci vorrà tempo. Ma se l’euro nonostante tutto è ancora in piedi e se vi sono alcuni pur deboli spiragli sui mercati e nei Paesi super indebitati, ebbene ciò è dovuto anche e soprattutto alla linea della Germania. È chiaro che Berlino fa tutto questo non solo per i valori europeisti in cui crede, ma anche per convenienza economica. Non è tanto per l’evocata esposizione delle sue banche nei confronti dei Paesi deboli dell’Eurozona, esposizione che nel frattempo è mutata, quanto piuttosto per garantire la scomparsa, con l’euro, di quelle svalutazioni competitive delle monete deboli che per lungo tempo hanno danneggiato l’export germanico. Ma il fatto che ci sia anche un versante economico fa parte delle regole del gioco e di per sé non annulla la validità di una linea che è fatta di politica ma non solo.
Come già sottolineato piu volte su queste colonne, è interesse anche della Svizzera che la linea della Germania si affermi nell’Eurozona. L’esplosione dell’euro non porterebbe grandi vantaggi ad una Svizzera che deve fare i conti con un franco che è già molto forte. Il mantenimento della soglia di cambio euro/franco a 1,20 da parte della Banca nazionale diventerebbe ancora più problematico. E le esportazioni, con un franco ancora più forte, soffrirebbero maggiormente. Se in Europa qualcuno in più si accorgerà della validità della linea tedesca, sarà un bene anche per la Svizzera.

5.12.2012 - 05:43
Lino Terlizzi
di GIANCARLO DILLENA - Da qualche tempo è invalso in Occidente l'uso di «chiedere scusa» per le presunte «colpe»... Leggi
di ALFONSO TUOR - È alle banche centrali che dobbiamo continuare a lasciare in appalto la gestione della politica... Leggi
di GIANNI RIGHINETTI - Il Consiglio di Stato ha avviato la campagna in vista delle votazioni cantonali del 18 maggio.... Leggi
di BRUNO COSTANTINI - Andremo all'Expo 2015, con qualche perplessità e con il dubbio del TrenHotel. Con un sincronismo... Leggi
di GERARDO MORINA - A più di tre settimane dall'annessione della Crimea alla Russia, presentata da Mosca al mondo... Leggi
di EMANUELE GAGLIARDI - La primavera, il sole, il caldo, le belle giornate, insomma, aprono di nuovo la via dei... Leggi
di GIOVANNI GALLI - I conti del Cantone chiudono pesantemente in rosso. Il Consuntivo 2013, presentato ieri dal... Leggi
DI BRUNO COSTANTINI - E lei, Fantozzi, come la pensa?». All'infida domanda del direttore megagalattico con poltrona... Leggi
DI GERARDO MORINA - Il giovane presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi procede come un rullo compressore... Leggi
Edizione del 18 aprile 2014
Programma cinema
Dove
Questa sera
Agno | Jazz Rock Pop
King of pop
Tributo a Michael Jackson.
Bar Temus | 21.30
Bellinzona | Per i ragazzi
Animaletti pasquali
Atelier a cura di Agata Rotta nell'ambito della mostra "I buffi ritratti di Arcimboldo". Info e iscrizioni: 091-835.52.54.
Museo in Erba | 14.30
Luogo