

BERNA - La situazione migratoria in Svizzera l'anno scorso è stata caratterizzata dalle rivolte popolari nell'Africa del nord. In particolare, indica l'ultimo rapporto dell'Ufficio federale delle dogane presentato oggi a Basilea, molte persone che vivevano da tempo in Italia hanno tentato di entrare in Svizzera nella primavera scorsa. In relazione con le ondate migratorie si è constato anche un incremento dell'attività dei passatori: nel 2011 sono stati fermati 114 sospetti (99 nel 2010). Come già negli anni precedenti, il flusso migratorio si è concentrato principalmente presso il confine meridionale in Ticino.
I 3.000 migranti (1.275 nel 2010) che hanno chiesto asilo sono stati trasferiti nei Centri di accoglienza dell'Ufficio federale della migrazione (UFM). Circa 2.363 persone (2.924) sono state respinte e consegnate direttamente alle autorità estere. Il numero di soggiorni illegali è aumentato a 5.614 (4.349).
Per la prima volta nel 2011 il Corpo delle guardie di confine svizzere ha partecipato alle missioni dell'Agenzia europea per le frontiere esterne FRONTEX. 24 agenti, soprattutto specialisti in materia di documenti, veicoli e debriefing, hanno effettuato un totale di 803 giorni d'impiego, principalmente in Italia, Grecia, Bulgaria, Slovenia e Spagna.
Intanto, dal profilo economico, indica ancora il rapporto dell'Ufficio federale delle dogane, "malgrado la forza del franco, il bilancio commerciale svizzero del 2011 ha registrato un'eccedenza primato di 24,3 miliardi di franchi. Rispetto al 2010, le esportazioni sono cresciute del 2%, raggiungendo i 198 miliardi di franchi. Le importazioni sono invece rimaste stabili a circa 174 miliardi.
Le entrate delle dogane l'anno scorso sono ammontate a 23,5 miliardi di franchi (23 mia nel 2010), ossia a circa un terzo degli introiti totali della Confederazione. Il gettito maggiore proviene dall'Imposta sul valore aggiunto (IVA), con 11,8 miliardi di franchi (11 mia nel 2010). Le entrate del turismo degli acquisti, seppure in incremento di ben il 38%, sono invece una frazione infima (0,2%) degli introiti: ammontano a 40 milioni di franchi. Il numero di dichiarazioni doganali nel traffico turistico ha segnato un +30%. L'incremento delle importazioni di merci - aggiunge una nota dell'ADD - ha influito anche sul numero di casi di contrabbando, cresciuto del 36% rispetto all'anno precedente.
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