BERNA - La concorrenza fiscale tra Cantoni è benefica per la Svizzera. È l'opinione del consiglio degli Stati che ha invitato oggi popolo e cantoni (30 voti a 9) a respingere l'iniziativa popolare del Partito socialista (PS) «Per imposte eque. Basta con gli abusi nella concorrenza fiscale». Il voto in aula rispecchia le raccomandazioni della commissione preparatoria, che aveva bocciato questo testo per 9 voti a 2, senza opporgli alcun controprogetto.
Per la maggioranza dei «senatori», questo testo rappresenta un'eccessiva ingerenza nell'autonomia fiscale dei cantoni. La proposta del PS ostacola la concorrenza fiscale e danneggia l'attrattiva globale della Svizzera. «La concorrenza mantiene lo Stato efficiente e snello e offre alle regioni discoste l'opportunità di profilarsi nei confronti di zone più sviluppate», ha detto a nome della commissione Bruno Frick (PPD/SZ).
L'iniziativa, depositata il 6 maggio 2008 con 104'684 firme valide, vuole introdurre aliquote minime. I redditi superiori ai 250 mila franchi andrebbero tassati con un'aliquota minima del 22% (imposte cantonali e comunali cumulate). L'aliquota per i patrimoni superiori ai 2 milioni dovrebbe essere fissata al 5 per mille. La proposta dei socialisti vieta espressamente le tariffe decrescenti per gli alti redditi. Nel frattempo, il Tribunale federale ha giudicato anticostituzionali simili pratiche.