
BERNA - La libera circolazione delle persone è fondamentale per il successo del nostro Paese; i timori e le affermazioni degli oppositori alla votazione di un anno fa - 8 febbraio 2009 - non si sono concretizzati. È quanto ha indicato il Partito Liberale Radicale (PLR) nel corso di una conferenza stampa questa mattina a Berna, basandosi su uno studio nazionale realizzato ad un anno dal sì popolare.
Per il PLR, rimettere in questione la libera circolazione come fa l'UDC, potrebbe portare ad una contrazione della crescita, a più disparità salariali, ad un a calo dell'immigrazione qualificata e all'affossamento di una serie di accordi bilaterali negoziati con l'Unione europea.
Mentre L'Unione sindacale svizzera si appresta a chiedere giovedì un rafforzamento delle misure di accompagnamento, il PLR non vede alcuna ragione di intervenire in questo senso: bisogna migliorare - questo sì - migliorare la loro applicazione, ha dichiarato il presidente del partito Fulvio Pelli.
Per quanto riguarda la situazione a livello regionale, Pelli ha accennato all'aumento dei frontalieri in Ticino, in qualche modo compensato dalla contemporanea minor crescita di persone munite di permesso B rispetto alla media nazionale.