
LONDRA - I Pink Floyd hanno vinto davanti all'Alta Corte la causa intentata contro l'etichetta musicale EMI per evitare che i loro pezzi vengano venduti singolarmente attraverso i 'negozi' digitali sorti in questi anni su internet. Il giudice ha dato ragione al mitico gruppo rock britannico in virtù di una clausola del contratto siglato a suo tempo tra la EMI e la band che obbliga l'etichetta a «preservare l'integrità artistica degli album».
EMI ora dovrà pagare 40mila sterline in costi legali più una multa che verrà quantificata in seguito. Il gruppo, il cui ultimo contratto è stato firmato prima che sorgessero piattaforme per la vendita di musica in rete come iTunes della Apple, ha anche contestato il modo in cui sono state calcolate le royalties per la vendita dei pezzi online.
Il giudice Sir Andrew Morritt ha dichiarato in tribunale che l'etichetta musicale non ha il diritto di distribuire le opere dei Pink Floyd se non nella versione originale degli album. Per ogni altro tipo di diffusione, sia in versione digitale che in altro modo, ha bisogno del consenso del gruppo. Che storicamente ha sempre evitato la produzione di singoli.
AUCKLAND - Sono passati poco più di dieci anni dall'uscita del primo capitolo del "Signore degli Anelli"... Leggi
LUGANO - Le istituzioni non si discutono. Né quando riempiono gli stadi in uno schioccare di dita, né quando... Leggi
INDIANAPOLIS - Madonna conferma di essere un’artista di talento e d’esperienza, anche per quanto riguarda la... Leggi
LONDRA - Paul Cezanne polverizza il record di Jackson Pollock: la famiglia reale del Qatar ha comprato per oltre... Leggi
SAN REMO - Non si sa ancora per quali e per quante serate, ma lui ci sarà. Adriano Celentano sarà presente alla... Leggi
NEW YORK - È stato diffuso giovedì sera il video ufficiale di "Look around", terzo singolo estratto... Leggi
RIEHEN - Quasi mezzo milione di visitatori alla fondazione Beyeler a Riehen: nuovo record di affluenza per il museo... Leggi


