

BOLZANO - A quasi 20 anni dal ritrovamento di Ötzi, la mummia dei ghiacci, il suo patrimonio genetico è stato mappato interamente. Una scoperta importante, che potrà fornire le risposte ai numerosi interrogativi ancora aperti sulla vita di Ötzi.
Esistono lontani discendenti di Oetzi ancora in vita? Quali mutazioni genetiche si sono verificate in questi 5.000 anni? L'analisi del materiale genetico potrà essere utile allo studio di malattie ereditarie attuali e di patologie come il diabete o il cancro?
«Il Dna sul quale interveniamo ha più di 5000 anni ed è estremamente frammentato. Tuttavia con l'ausilio di queste tecnologie avanzate, che garantiscono un margine di errore minimo, siamo riusciti a identificare con grande rapidità il genoma competo dell'Iceman», spiega Albert Zink, direttore dell'Istituto per le mummie e l'iceman dell'Eurac. All'identificazione del patrimonio genetico completo di Ötzi hanno contribuito anche Carsten Pusch dell'Istituto di genetica umana dell'Università di Tubinga e Andreas Keller, bioinformatico della azienda specializzata in biotecnologia «febit» di Heidelberg.
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