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Le stranezze del sodio

Pubblicata su "Nature" una ricerca anche ticinese

 
Da Manno un contributo indispensabile alla scoperta
 
13
marzo
2009
14:34
Marco Cagnotti

Il Ticino non è solo terra di boccalini, Festival del Cinema e finanza, ma pure di supercomputer. Purtroppo ci si accorge di questa realtà soltanto quando il Centro Nazionale Svizzero di Supercalcolo di Manno assurge agli onori della cronaca. Ed è successo giovedì, con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature di un articolo che annovera fra i propri firmatari anche Mario Valle, ricercatore presso il CSCS.

L’argomento sembra molto esotico: il sodio ad altissima pressione, oltre il milione e mezzo di atmosfere, smette di condurre la corrente elettrica. L’idea era venuta a uno studioso cinese, Yanming Ma, che aveva avuto la collaborazione del cristallografo Artem Oganov, della Stony Brook University, negli Stati Uniti. Per verificarla, però, bisognava convincere un gruppo di sperimentalisti del Max Planck Institut für Chemie di Mainz, in Germania. E ci voleva un argomento convincente.

È qui che si è inserito Mario Valle: sviluppando speciali software capaci di estrarre le informazioni da una grande massa di dati, il ricercatore di Manno è riuscito a scovare, nella grande massa di strutture cristalline teoriche proposte da Oganov, proprio quella che dovrebbe giustificare l’intuizione di Yanming Ma.

A Mainz Mikhail Eremets e i suoi collaboratori hanno acceso la pressa, hanno portato il sodio a 2 milioni di atmosfere e hanno scoperto che lo scienziato cinese aveva ragione. Risultato: un articolo sulla più importante rivista scientifica.

Servirà? Lo studio della materia in condizioni estreme consente di comprendere che cosa accade per esempio nei nuclei dei pianeti. Ma non solo: già si possono immaginare possibili applicazioni industriali.

 Il CSCS di Manno

 La rivista "Nature"

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