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Eureka | Mente - 17 nov 2009 22:52

Il primo odore non si scorda mai

Una capacità sviluppata per ragioni evolutive

Non c’è bisogno di scomodare Proust: quante volte un odore improvviso ci ha proiettati di colpo nell’inimitabile atmosfera di un’antica esperienza infantile? Per poi uscirne con rammarico se il ricordo era piacevole, con sollievo se associato ai timori più profondi. Ma così è: gli odori possono essere motori potenti per un viaggio nel tempo. La prova arriva ora da un laboratorio israeliano.
Yaara Yeshurun, del Weizmann Institute of Science di Rehovot, con i suoi collaboratori ha sottoposto alcuni volontari a una prova per verificare la diversa efficacia degli odori e dei suoni nel riattivare antiche memorie. Prima fase: ai soggetti vengono mostrati oggetti di uso quotidiano ma nuovi per loro, come penne o sedie, associandoli a un odore oppure a un suono. Seconda fase, dopo un’ora e mezza: la stessa cosa, ma con un odore o un suono differente. La terza fase si svolge a una settimana di distanza: di fronte allo stesso oggetto, si chiede ai volontari di ricordare l’odore o il suono e nel contempo si studia la loro attività cerebrale con la risonanza magnetica funzionale.
Il risultato stupisce ma non troppo. Anzitutto l’odore evocato è quello della prima fase, non il secondo: indizio di un radicamento più profondo. Inoltre la risonanza mostra uno schema di attività molto particolare nell’ippocampo. Schema che invece non appare nel caso del suono.
Ed ecco la conclusione tratta dai ricercatori: alcuni schemi di attività cerebrale sono associati in permanenza agli odori percepiti in occasione di una prima esperienza. Ed è tanto più vero quanto più antica è l’esperienza, meglio ancora se risalente all’infanzia. Perché? Come sempre, anche qui c’è una spiegazione evolutiva. E’ infatti altamente adattiva la capacità di memorizzare un odore e richiamarlo nel futuro, quando un certo evento si ripeterà. In parole semplici: se da piccolo capisco che un certo predatore ha un odore particolare, poi da adulto quello stesso odore mi farà scappare a gambe levate, quindi avrò più probabilità di sopravvivere e di riprodurmi e di trasmettere questa preziosa caratteristica i miei figli.
Poi, certo, alla fine arrivano Proust e le madeleine. Ma è tutta un’altra storia.

17.11.2009 - 22:52
Marco Cagnotti
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