Cerca
Cultura e spettacoli La fattoria degli animali Tempo Libero Motori Cinema Eureka Gossip Film Festival Parliamone Piazza del Corriere Primo Piano Dal giornale Sondaggi Web
Due stadi per il TicinoScudo e AmnistiaElezione CFElezioni cantonaliElezioni FederaliElezioni comunali 2012
Emergenze Pronto soccorso Ospedali Cliniche
Meteo Infostrada Agenda Cinema Oroscopo Farmacie di turno Comunica con noi
Offerte Concorsi Iniziative Salute Album fotografico
Impiego Immobiliari Veicoli Generici Annunci Extra
Tariffe Acquista singola edizione Nuovo Modifica Sospensione Scrivici Pass.Dimenticata
Eureka | Mente - 6 gen 2010 03:00

La legge della guerra

I conflitti non sono del tutto imprevedibili

E’ l’alba fra le macerie. Il terrorista è immobile nella sua auto. Sta per farsi esplodere, fra pochi minuti, al passaggio di un convoglio militare. Affida l’anima al proprio Dio. Poi sente un rumore e apre gli occhi. Dall’incrocio appare il primo blindato, seguito da un camion di militari. La polvere si solleva dalla strada. Il kamikaze sposta la mano, lenta ma sicura, verso il pulsante della morte. Intanto, a molte migliaia di chilometri di distanza, fisici e statistici cercano di comprendere lo schema generale che descrive le azioni sue, dei suoi compagni e dei suoi nemici. Imbattendosi in un risultato sconcertante.
Tutto prende avvio nel 2005, quando Juan Camilo Bohorquez, un fisico dell’Università delle Ande a Bogotà, in Colombia, comincia a raccogliere informazioni sulle insurrezioni. Non è uno spione, non lavora al soldo di qualche agenzia di intelligence. E non nutre interesse per una guerra civile specifica. No, lui vuole studiare la guerra in generale: una manifestazione della cultura umana fra le più atroci. Essendo umana, sembra frutto della libertà. Questo la rende del tutto imprevedibile? Non necessariamente: molti fenomeni sociali possono essere descritti con legge matematiche rigorose. Ma è vero anche per le insurrezioni?
Per trovare una risposta, Bohorquez accumula i dati forniti dalle fonti governative e dai mezzi di comunicazione di massa sui conflitti in nove aree “calde” del pianeta: Afghanistan, Perù, Colombia, Indonesia, Iraq, Israele, Irlanda del Nord, Senegal, Sierra Leone. Lui e i suoi colleghi sono molto scrupolosi e non trascurano nulla. In tutto, raccolgono informazioni su 54.679 atti di violenza, che spaziano dall’omicidio individuale in un vicolo di Bogotà fino all’attentato che a Baghdad provoca 100 morti. I contesti sono i più vari: dalla giungla alla città, fino al deserto. E anche le cause: dallo scontro religioso alla criminalità organizzata, fino alle rivendicazioni territoriali.
Arriviamo così al presente. Nelle ultime settimane i ricercatori rendono note le proprie conclusioni dalle pagine della prestigiosa rivista “Nature”.
Il primo risultato riguarda la distribuzione: gli scoppi di violenza si verificano “a grappoli”. Cioè sono concentrati: per alcune settimane, magari perfino per mesi, accade poco o nulla, e poi d’un tratto nel giro di pochi giorni le vittime si contano a centinaia. Sembra insomma esserci un coordinamento. Ma ipotizzarlo significa considerare i guerriglieri e i terroristi più organizzati di quanto possano essere in realtà. Di fatto, spesso le unità combattenti agiscono senza comunicare fra loro.
Inoltre emerge con chiarezza una legge di potenza, tipica di moltissimi altri fenomeni. Alcuni peculiari della cultura umana, come il popolamento delle città o la distribuzione della ricchezza. Ma altri del tutto naturali, come la magnitudo dei terremoti, le dimensioni dei crateri lunari, il tasso metabolico delle specie viventi. In parole povere, la legge di potenza dice che la frequenza di un evento decresce più rapidamente dell’aumento delle sue dimensioni (quindi, per esempio, un terremoto due volte più intenso è quattro volte più raro). Ebbene, secondo Bohorquez e i suoi colleghi la stessa legge si applica anche alle insurrezioni violente. Essendo una legge ben conosciuta, consente quindi di fare delle previsioni. Si tratta beninteso di stime probabilistiche su un periodo di tempo: nessuno può dire con certezza dove e quando una cellula di terroristi colpirà per uccidere 50 persone.
Non appagati dal risultato ottenuto, gli studiosi hanno anche applicato un modello numerico sviluppato per gli studi economici. In sostanza, hanno considerato ogni conflitto come un mercato. Che, messa così, sembra una cosa proprio brutta, ma a rifletterci bene è un’analogia che funziona. Come in un libero mercato, infatti, in una guerra civile ci sono dei gruppi di individui che, osservando ciò che accade, decidono come agire, ma senza coordinarsi fra loro. Così gli agenti virtuali delle simulazioni scatenano una carneficina in funzione delle news che sentono. Di guerre virtuali così, senza spargere una goccia di sangue, i ricercatori ne hanno combattute 10 mila. E sempre hanno trovato lo stesso schema dei nove conflitti reali.
Questa ricerca è un passo verso l’abolizione delle guerre? No, certo che no. Troppo bello sarebbe. Al terrorista in quella strada polverosa, pochi attimi prima dell’esplosione, non importa nulla di statistiche, guerre virtuali, leggi di potenza. Non sa né vuole saperne di calcoli, previsioni, modelli. Lui desidera il Paradiso, o la libertà, o la vendetta: tutte cose che non potranno mai rientrare in una formula.

6.01.2010 - 03:00
Marco Cagnotti | Aggiornamento: 6 gen 2010 16:29
Un video mostra le scosse che hanno colpito l'isola - Impressionante l'11 marzo
TOKYO - Sta facendo il giro della Rete un video che mostra l'evoluzione sismica del Giappone nel 2011. Su una cartina... Leggi
Fu colpa dei vulcani
Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo... Leggi
Secondo uno studio, la dolce sostanza nuoce gravemente alla salute
SAN FRANCISCO - Anche i pacchi di zucchero, come quelli di sigarette o gli alcolici, dovrebbero avere la scritta... Leggi
Ci parlano del clima e della geologia del satellite
Dune immense investite dai venti poderosi di un'atmosfera letale. In cielo un'enorme palla di gas circondata da... Leggi
Il Nord Europa ha osservato il fenomeno la notte del 24 gennaio
OSLO - La più potente eruzione solare dell'ultimo lustro ha prodotto il 24 gennaio in Nord Europa una delle aurore... Leggi
Sulla nostra stella si è verificata la più forte eruzione dal maggio del 2005
NEW YORK - Un'eruzione solare iniziata alle 5 di lunedì, la più potente dal maggio del 2005, sta bombardando... Leggi
In mezzo, stelle molto giovani
Se sai dove cercare nel cielo estivo, la vedi a occhio nudo. Anzi, di fatto è l'oggetto visibile a occhio nudo... Leggi
Una galassia nana composta da materia oscura si nasconderebbe nell'universo
ROMA - La Via Lattea ha una compagna oscura: una piccola galassia nella quale domina la materia misteriosa e invisibile... Leggi
COLLEGAMENTI
METEO
OggiDomaniVeRadar
Radar precipitazioni
Edizione del 08 febbraio 2012
indiciTrendValore+/- %
SMI6157.59+0.17
cambioTrendAcquistoVendita
EUR/CHF1.19381.2244
USD/CHF0.90120.924
Materie primeTrendAcquistoVendita
GOLD CHF5073151231
petrolioTrendValore+/- %
PETROL116.66+0.28
Programma cinema
Dove
Questa sera
Vezia | Conferenze
Impact Investing: Profitto sostenibile per l'umanità e il pianeta
Relatori: Gamil de Chadarevian, Joshua Perry, Claudio Tesauro, Ingo Weber, Maria Alessandra Solarto del Borgo. Info: impact@bashiba.com
Centro di Studi Bancari (Villa Negroni) | 16.00
Lugano-Besso | Per i ragazzi
Tomte e la volpe, e altre storie
Racconti a cura di Lucia Pedrazzetti.
Biblioteca dei Ragazzi | 15.30
Luogo