logo

Se piangi mi smonto

Messaggi chimici nelle lacrime

 
 
03
marzo
2011
03:00
Anna D'Errico

Se guardi Via col vento insieme a lui, poi non stupirti se dopo il film gli sarà passata la voglia. E, se proprio non vuoi rinunciare a quest'impareggiabile momento di romanticismo, quanto meno trattieni le lacrime: in questo modo almeno il suo testosterone non si abbasserà. E' verificato scientificamente.
I risultati di uno studio, recentemente pubblicato in un articolo su "Science" da un gruppo di neuroscienziati dell'Olfaction Research Group del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, suggeriscono infatti che nelle lacrime femminili ci siano alcune sostanze chimiche in grado di influire sull'aggressività maschile e sui suoi livelli ormonali. L'inghippo sta nel naso e nella sua capacità di "sentire" anche molecole apparentemente inodori che sono tuttavia in grado di veicolare informazioni sul nostro stato emotivo e fisiologico. Questa capacità, che in altri animali è molto sviluppata, nell'uomo è in realtà assai meno raffinata e lo stesso effetto e ruolo dei feromoni nella nostra specie è, tra gli scienziati, ancora oggetto di discussione.
Ma torniamo alle lacrime. Era già noto che in quelle di topo sono presenti sostanze (i feromoni, appunto) in grado di influire sul comportamento di altri individui della stessa specie inducendo in essi comportamenti stereotipati. Nell'uomo, come spiega Denise Chen, dello Human Olfaction Lab della Rice University di Houston, in Texas, non era stato ancora dimostrato. Desta quindi attenzione il lavoro dei ricercatori israeliani coordinati da Noam Sobel, i quali hanno cercato di capire se anche per l'uomo ci sia qualcosa di analogo.
Per svolgere questa ricerca, gli scienziati hanno preso due gruppi di donne volontarie e le hanno piazzate davanti a film struggenti, raccogliendo le lacrime della loro commozione. Dopodiché le hanno fatte annusare (le lacrime, non le donne) a uomini volontari. O più precisamente hanno diviso gli uomini in due gruppi: al primo sono state presentate le lacrime vere, mentre al secondo gruppo, usato come controllo, una semplice soluzione salina. Beninteso a loro insaputa per non influenzarli. Per lo stesso motivo, a tutti i volontari non sono stati spiegati in anticipo i dettagli della ricerca. Dopo aver fatto annusare i due campioni, i ricercatori hanno mostrato agli uomini diverse foto femminili, chiedendo loro di esprimere il proprio grado di apprezzamento e di attrazione sessuale. Contemporaneamente venivano monitorati diversi parametri fisiologici legati all'eccitazione e anche i livelli di testosterone.
Il risultato? Nel gruppo che aveva annusato le lacrime, la carica di aggressività e la spinta sessuale erano statisticamente inferiori a quelle del gruppo di controllo. Anche le analisi con la risonanza magnetica funzionale hanno mostrato che nei soggetti che annusavano le lacrime le regioni della corteccia cerebrale coinvolte nell'eccitazione sessuale e l'ipotalamo avevano livelli di attivazione inferiori a quelli del gruppo di controllo.
Secondo alcuni ricercatori, da un punto di vista evolutivo ciò è compatibile con un possibile adattamento emerso per ridurre l'aggressività in determinati contesti. Di sicuro, però, restano ancora da chiarire i meccanismi molecolari che stanno alla base di questo tipo di comunicazione chimica. Come fa notare Chen, servirebbero anche altri controlli per escludere, ad esempio, l'"inquinamento" delle lacrime con altre sostanze chimiche normalmente prodotte dalla pelle e presenti sulla guance delle volontarie. Di sicuro c'è ancora molto da scoprire (ora però togli il naso da quella guancia).
(Fonte: Quarantadue)

 L'articolo su Science

 Noam Sobel

 Olfaction Research Group

 Denise Chen

 Human Olfaction Lab

 Quarantadue

  Francamente me ne infischio

Edizione del 20 agosto 2018
Segui il CdT sui social
Mobile
Scopri le offerte su misura per te
con la CdT Club Card
Top