

WASHINGTON - Eventi stressanti intensi quali un divorzio o la perdita del lavoro, ma anche tensioni croniche profonde e veri e proprio traumi sarebbero in grado da far scattare nelle vittime un tangibile rimpicciolimento del cervello.
La diminuzione avviene nell'area cerebrale che controlla le emozioni,e regola quindi anche la pressione sanguigna e persino il livello di zuccheri: la corteccia prefrontale.
A illustrare il meccanismo di 'restringimento cerebrale' a causa forti emozioni negative in persone peraltro sane mentalmente e fisicamente, è un nuovo studio Usa pubblicato sulla rivista 'Biological Psychiatry'.
La ricercata firmata dalla neurobiologa del'università di Yale Rajita Sinha, ha esaminato 103 volontari tra i 18 e i 48 anni: tutti in buona salute i partecipanti hanno risposto a questionari sugli eventi gravemente stressanti occorsi durante la loro esistenza e si sono sottoposti a risonanza magnetica del cervello.
Il rapporto rivela risultati chiari: la materia grigia è risultata rimpicciolita nell'area della corteccia prefrontale di chi aveva subito traumi in particolare tra le vittime di abusi.
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