
Andiamo in Romania. Nel Nordovest della Romania. Per la precisione nella grotta di Coliboaia. Ficchiamo il naso in questi angusti spazi avvolti dall’Europa Centrale e per un istante guardiamo cavalli e orsi con gli occhi di qualche migliaio di anni fa. Mica semplice, direte. Infatti per scoprire queste pitture rupestri gli scienziati ci anno messo quasi 30 anni. Ma ne è valsa la pena.
La grotta rumena custodisce una delle più antiche testimonianze di arte rupestre dell’Europa Centrale e a scovarla è stato un team di scienziati, archeologi e speleologi romeni e francesi. La maggior parte dei reperti noti fino a oggi è situata prevalentemente in Francia e Spagna. Avete presente Lascaux o Altamira? Ma su cosa si nascondesse nel cuore del Vecchio Continente poco si sapeva. La scoperta, come ha spiegato Jean Clottes, esperto di arte rupestre e consulente dell’UNESCO e del Consiglio Internazionale per i Monumenti e i Siti, consente finalmente di capire meglio quale fosse la distribuzione degli insediamenti umani nel centro dell’Europa e permette di fare un collegamento con il resto del continente.
La datazione dei dipinti, raffiguranti un cavallo, due teste d’orso e un rinoceronte, rimanda a un periodo compreso fra 35 e 23 mila anni fa, ai periodi cioè del Gravettiano o dell’Aurignaziano, in cui effettivamente le elaborazioni artistiche iniziarono ad avere un peso significativo nella vita dell’uomo. I ricercatori sono ora in attesa di un’ulteriore conferma dalla prova del radiocarbonio, anche se in questo caso il risultato potrebbe essere poco affidabile. Infatti le condizioni ambientali, come il freddo e l’alto tasso di umidità, non aiutano il sistema di datazione. Questo è peraltro uno dei motivi che ha reso ardua l’esplorazione: la grotta è per ampi tratti attraversata da un fiume sotterraneo e alcune delle pareti sui quali sono stati trovati i dipinti sono accessibili solo dopo una bella nuotata sott’acqua. Per le esplorazioni i ricercatori hanno dovuto munirsi di attrezzature per immersioni, ma dev’essere stata essere una vera emozione scoprire che in un posto tanto angusto un tempo altri uomini sostarono e decisero di fissare con un tratto nero immagini per loro importanti. Qualcuno migliaia di anni fa rimaneva forse affascinato dalla natura o semplicemente esorcizzava desideri e paure, fissando alcune immagini, disegni che non sono poi tanto diversi da quelli che potrebbe fare l’odierno adulto medio. Una visione troppo romantica? Sì, ma voi disegnate ancora, almeno ogni tanto?
(Fonte: Quarantadue)
Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo... Leggi
SAN FRANCISCO - Anche i pacchi di zucchero, come quelli di sigarette o gli alcolici, dovrebbero avere la scritta... Leggi
Dune immense investite dai venti poderosi di un'atmosfera letale. In cielo un'enorme palla di gas circondata da... Leggi
NEW YORK - Un'eruzione solare iniziata alle 5 di lunedì, la più potente dal maggio del 2005, sta bombardando... Leggi
ROMA - La Via Lattea ha una compagna oscura: una piccola galassia nella quale domina la materia misteriosa e invisibile... Leggi


