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Eureka | Spaziotempo - 10 ott 2009 10:06

LCROSS: non c'era niente da vedere

Ma non si può ancora escludere la presenza di acqua

Delusione per chi s’aspettava uno spettacolo pirotecnico: il botto non c’è stato. Niente colonne di polvere lunare. Niente lampi. Niente di niente, almeno da terra. La sonda LCROSS (Lunar Crater Remote Observation and Sensing Satellite) della NASA s’è schiantata sul suolo lunare ieri alle 13 e 30 (ora svizzera), ma da qui non hanno visto nulla neppure i telescopi Keck da 10 metri, alle Hawaii. Figuriamoci le centinaia di astrofili in impaziente attesa con i loro piccoli telescopi. Un fallimento, quindi? Per lo spettacolo sì, per la scienza senza dubbio no.
Dapprima lo stadio del razzo Atlas V Centaur da 2.300 chili ha colpito la superficie a 9.000 chilometri all’ora, nel silenzio più assoluto (scordatevi le esplosioni da film di fantascienza: sulla Luna non c’è atmosfera, quindi niente onde sonore). Pochi minuti dopo la LCROSS ha sorvolato il punto di impatto e ha raccolto misure sulla materia sollevata, per analizzarla alla ricerca di acqua. E s’è schiantata poco più in là. Gli scienziati speravano di riuscire a osservare una colonna di polvere lunare, alta magari perfino dieci chilometri, sollevarsi dal punto di impatto. Invece niente: neanche quel paio di chilometri necessari affinché si vede qualcosa. Ora gli studiosi pensano che la sonda abbia colpito una zona più rocciosa che polverosa. Ma forse un po’ d’acqua c’è lo stesso.
Acqua? Sulla Luna? Ma non era un arido deserto pietroso? Già, ma potrebbe esserci arrivata con il bombardamento di nuclei di comete. Che, com’è noto, sono palle di ghiacciate. Il ghiaccio potrebbe allora nascondersi in fondo a qualche cratere polare, in ombra permanente. La questione è controversa: negli ultimi anni i dati raccolti hanno condotto a conclusioni contrastanti. Secondo alcuni scienziati il ghiaccio c’è di sicuro, per altri non se ne parla proprio. Per tagliare la testa al toro, la NASA ha lanciato questa missione. E proprio lì, dentro il cratere Cabeus nei paraggi del Polo Sud lunare, gli scienziati della NASA hanno spedito a morire il razzo e la LCROSS. Perché dentro Cabeus la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) (che invece rimarrà tranquilla e sicura in orbita lunare permanente) nei mesi scorsi aveva trovato tracce di idrogeno... e quindi acqua. Forse. Magari.
Adesso bisognerà attendere i risultati dell’analisi delle misure per capire se il ghiaccio c’è davvero. Analisi non facili: senza un’alta colonna di polveri da attraversare, gli strumenti della LCROSS avevano ben poco da analizzare. Tuttavia lo spettrometro ha registrato almeno un breve un lampo luminoso. Tutto da interpretare, però. L’impatto, comunque, c’è stato di sicuro. Infatti ora dentro Cabeus c’è un cratere tutto nuovo, di circa 20 metri di diametro. E artificiale, perché prodotto da un manufatto umano.
Che il ghiaccio lunare sia importante è fuori discussione. La Luna sarà la prima tappa nella ripresa della conquista umana dello spazio: gli Stati Uniti sperano di arrivarci entro il 2020. Poi verrà il turno di Marte. Ma colonizzare la il nostro satellite non sarà semplice. Meno roba ci si porta dietro, meglio è. Sicché, per esempio, trovare l’acqua già sul posto sarebbe una bella comodità.
Così finisce il primo bombardamento lunare. Del tutto innocuo: nessun pericolo per la stabilità dell’orbita del nostro satellite, colpito da miliardi di anni da meteoriti di ogni dimensione, sempre senza fare una piega. Innocuo e pacifico, perché sulla Luna non c’è proprio nessuno che possa arrabbiarsi, offendersi, scatenare rappresaglie.

10.10.2009 - 10:06
Marco Cagnotti
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