

Guardando in fondo all'universo, a molti miliardi di anni-luce, si scoprono quasar potentissimi, sorgenti di immense quantità di energia: in pochi secondi, tanta quanta ne libera il Sole in centinaia di migliaia di anni. Che cosa li alimenta? L'ipotesi degli astrofisici chiama in causa i buchi neri. Ma non piccini: bestioni da almeno 10 miliardi di masse solari, intorno ai quali si accumula materia che, prima di sparire nel buco nero gigante, emette energia. Ed ecco il quasar, appunto. Ma questi pesi massimi, presenti miliardi di anni fa, dove sono adesso? Se ci guardiamo intorno, nelle galassie intorno alla Via Lattea, mica li vediamo. Ebbene, adesso sono stati trovati.
L'annuncio è sul numero di "Nature" di due giorni fa. Un gruppo canadese e statunitense ha studiato due galassie piuttosto vicine a noi, NGC 3842 a 321 milioni di anni-luce e NGC 4899 a 336 milioni, e usando gli strumenti del Gemini Observatory, del MacDonald Observatory e del Keck Observatory ha misurato le velocità delle loro stelle in rotazione intorno al centro galattico. Qui i dettagli osservativi non sono essenziali. Invece conta soprattutto il risultato: all'interno di entrambe c'è un buco nero da circa 10 miliardi di masse solari. Ora, un buco nero nel nucleo di una galassia non è una novità. Nella Via Lattea, per esempio, ce n'è uno da 4 milioni. Milioni, però. Qua si parla invece di 10 miliardi. Proprio come quelli di una volta, insomma. E molto più del record precedente nel nostro circondario, cioè il buco nero nella galassia gigante M87, da "soli" 6,3 miliardi di masse solari. Ecco dove sono i pesi massimi: anche nei nostri paraggi. Ma...
...proprio questi due giganti danno da pensare. Anzitutto non c'è il quasar. Sono due buchi neri dormienti, senza il loro quasar. E vabbe': di quasar nelle nostre vicinanze non ce n'è, e questo già si sapeva. Ma poi violano una correlazione, scoperta in precedenza, fra la massa del buco nero e le caratteristiche delle galassie ospitanti. Insomma, considerando dove stanno, si conclude che non dovrebbero essere lì. Invece ci sono. Se ne deduce che, almeno nel caso delle grosse galassie (ché per quelle piccole non c'è motivo di pensare il contrario), nuovi e poco chiari processi evolutivi influenzano la crescita dei sistemi stellari. Adesso bisognerà scoprirli, ovviamente.
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