

Dai e dai, ce l'ha fatta: l'Osservatorio spaziale Kepler, messo in orbita intorno al Sole per scovare i pianeti di altre stelle, ha beccato quello che tutti cercavano fin dal principio, cioè pianeti di taglia terrestre. E non uno, ma addirittura due, entrambi nello stesso sistema planetario. Purtroppo entrambi pure inadatti alla vita.
Il sistema della stella Kepler-20 si trova a quasi 1.000 anni-luce da noi. Sicché non è precisamente una destinazione facile da raggiungere. Comunque Kepler è riuscito a rivelare quelle variazioni luminose che tradiscono il transito di un pianeta davanti alla stella: un indizio tanto più difficile da scoprire quanto più il pianeta è piccolo. E di pianeti Kepler-20 ne ha ben cinque. I tre più grossi variano fra le super-Terre e i mini-Nettuni: interessanti, ma niente che già non si fosse visto altrove. Invece hanno suscitato enorme interesse i due più piccoli: Kepler-20 e e Kepler-20 f, annunciati nei giorni scorsi in un articolo su "Nature". Il primo è più piccolo perfino di Venere, il secondo è grande quasi esattamente come la Terra. Perciò entrambi dovrebbero essere solidi e rocciosi. In teoria, luoghi perfetti per ospitare qualche forma di vita. In pratica, invece...
...non se ne parla proprio: sono troppo vicini alla propria stella. Kepler-20 e le ruota intorno in soli 6 giorni e ha una temperatura superficiale di 770 gradi Celsius. Kepler-20 f, un po' più distante, ha un periodo orbitale di 20 giorni e la sua superficie si trova a 430 gradi. In entrambi i casi, non ci sono le condizioni perché l'acqua permanga allo stato liquido. Niente acqua liquida... niente vita. Non come noi la conosciamo, almeno.
Non bastasse ciò, i planetologi ritengono che entrambi i corpi siano in risonanza 1:1 fra il periodo orbitale e il periodo di rotazione su sé stessi. In sostanza, ci impiegano lo stesso tempo per ruotare intorno alla stella e per girare su sé stessi. In parole più semplici, rivolgono sempre la stessa faccia verso la stella, proprio come fa la Luna con la Terra. Di conseguenza si ritrovano un emisfero bollente e l'altro ghiacciato. Che, messo così, sembra un ulteriore fattore ostile per la vita. Tuttavia, siccome sul confine fra i due emisferi la superficie potrebbe trovarsi in un eterno crepuscolo, almeno lì la temperatura potrebbe essere adeguata alla vita. Troppi condizionali, però, e neppure Kepler possiede la capacità di rivelare la vita laggiù. Lui gli esopianeti si limita a scoprirli.
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