

Se sai dove cercare nel cielo estivo, la vedi a occhio nudo. Anzi, di fatto è l'oggetto visibile a occhio nudo più distante che ci sia. Se poi punti anche solo un binocolo nella sua direzione, ti appare come un debole batuffolo. Che in sé magari ti lascia perplesso e un po' deluso ("Che sarà mai quella roba lì?"), specie se lo confronti con le spettacolari fotografie dei grandi telescopi. Ma il suo fascino sta tutto in un pensiero: la luce che arriva adesso al tuo occhio è partita più di 2 milioni di anni fa dalla Galassia di Andromeda. Che ha un doppio nucleo.
Sai che novità: lo sappiamo da 20 anni! Già, ma la notizia è un'altra: lì, in mezzo ai due nuclei della Galassia di Andromeda, c'è un ammasso di stelle blu, mostrate da un'immagine ottenuta sovrapponendo riprese nel blu e nell'ultravioletto del Telescopio Spaziale Hubble e presentata nei giorni scorsi a un meeting dell'American Astronomical Society.
Intorno alle stelle blu, il doppio nucleo è formato da antiche stelle rosse. E in realtà non è nemmeno un vero nucleo doppio. Si presenta così soltanto perché quelle stelle rosse formano un anello intorno all'oggetto che davvero è al centro di M31: un buco nero da 200 milioni di masse solari. Anche lui niente di eccezionale: buchi neri altrettanto massicci (e perfino di più) si trovano in tutte le galassie (per inciso, compresa la nostra). Le stelle blu, invece, dal canto loro sono una bizzarria e costituiscono una novità. Perché sono giovani. Ragazzine, praticamente: solo 200 milioni di anni. Troppo giovani per essere nate altrove e poi emigrate lì.
Dunque proprio in quel posto, intorno a un buco nero molto massiccio, quelle giovani stelle blu devono esser nate. Ma com'è possibile? In quella regione il campo gravitazionale del buco nero è straordinariamente intenso. E' questo il vero mistero. Anche perché, se la formazione stellare è avvenuta lì, potrebbe pure essersi verificata altrove, nei nuclei di altre galassie a spirale. Bisognerebbe cercarle... ma non è così semplice: M31 è, fra le galassie di taglia medio-grande, la più prossima a noi (sì, 2 milioni di anni-luce sono praticamente dietro l'angolo su scala cosmica), mentre tutte le altre sono più lontane. Molto più lontane: decine, centinaia di milioni di anni-luce.
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