
Sono problemi al di sopra delle nostre possibilità. Certo, qualcosina possiamo fare anche noi. Ma le grandi sfide ambientali rimangono di competenza dei governi, delle multinazionali, degli organismi sovranazionali. Lo pensiamo quasi tutti, un po’ perché ci sembra vero, un po’ anche (come negarlo?) perché giustifica la nostra intrinseca pigrizia e le nostre comode (ma inquinanti) abitudini.
E invece ci sbagliamo. Invece ciascuno di noi può intervenire, con scelte semplici e azioni quotidiane, in modo da influenzare il clima. E non poco: perfino meglio di quanto previsto dal Protocollo di Kyoto. Lo confermano i calcoli effettuati da un gruppo di studiosi guidati da Thomas Dietz, dell’Environmental Science & Policy Program della Michigan State University. I ricercatori hanno pubblicato i propri risultati sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS), in un articolo messo gratuitamente a disposizione di tutti. Il risparmio è calcolato per i soli Stati Uniti, ma il risultato può essere esteso a ogni altra nazione.
1. Sigillare le finestre, sostituire i vetri semplici con quelli tripli, isolare gli attici: 25,2 milioni di tonnellate di anidride carbonica risparmiati.
2. Sostituire le vecchie caldaie e centralizzare il riscaldamento e il condizionamento dell’aria: 12,2 milioni.
3. Cambiare a ogni stagione i filtri dell’aria dei sistemi di riscaldamento e ventilazione: 8,7 milioni.
4. Revisionare ogni anno la caldaia: 3 milioni.
5. Usare docce a basso consumo di acqua: 1,4 milioni.
6. Impiegare scaldabagni efficienti e ben isolati: 6,7 milioni.
7. Tarare la temperatura della lavatrice per evitare che scaldi più del necessario: 0,5 milioni.
8. Tarare anche lo scaldabagno: 2,9 milioni.
9. Non usare l’asciugatrice in primavera e in estate: 6 milioni.
10. In inverno mantenere la temperatura delle abitazioni a 20 gradi di giorno e a 18 di notte: 10,1 milioni
11. Acquistare televisori a cristalli liquidi al posto di quelli al plasma: 14,7 milioni.
12. Spegnere gli elettrodomestici in stand by: 9,2 milioni.
13. Viaggiare con veicoli che consumano meno: 56,3 milioni.
14. Montare pneumatici a bassa resistenza: 7,4 milioni.
15. Cambiare l’olio regolarmente, controllare la pressione delle gomme, viaggiare leggeri: 8,6 milioni.
16. Mantenere uno stile di guida sobrio, senza accelerazioni, e quando possibile evitare l’uso dell’auto: 24,1 milioni.
17. Privilegiare, se possibile, il car sharing: 36,1 milioni.
Se la matematica non è un’opinione, la somma supera i 233 milioni di tonnellate di anidride carbonica pompati ogni anno nell’atmosfera. Ossia il principale gas serra che, secondo la maggior parte dei climatologi, è responsabile del mutamento climatico globale.
233 milioni: è tanto, è poco? Di fatto, si tratta di un quinto delle emissioni domestiche statunitensi. E’ vero: le case non sono tutto. Però anzitutto sono alla portata di ogni cittadino. E poi comunque pesano sul contributo globale. Secondo i calcoli di Dietz e dei suoi colleghi, con questi modesti interventi gli Stati Uniti nel giro di dieci anni ridurrebbero le proprie emissioni del 7,4 per cento. Di nuovo: è tanto, è poco? Ricordiamo che gli accordi di Kyoto puntavano, per gli Stati Uniti, a una diminuzione globale del 7 per cento. Hai detto niente...
E noi? Noi, comunque, inquiniamo meno degli americani. Però quello che vale per loro vale anche per questo francobollo di territorio al centro dell’Europa. Perché allora non contemplare la possibilità di uno stile di vita più sobrio, di consumi più morigerati, di una maggiore attenzione anche nelle piccole, modeste azioni quotidiane? Un fatto è certo: male non fa.
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