


Piove. E poi piove. E poi piove ancora. Ininterrottamente. Sembra non voler finire mai. Chi è stato in Asia durante la stagione dei monsoni lo sa: è un diluvio. Tanto connaturato a quelle regioni da influenzarne la cultura e la storia. Ma come? La risposta arriverà dagli alberi.
Il Monsoon Asia Drought Atlas è una preziosa raccolta di dati che permette di ricostruire l’andamento nei monsoni nel passato, spingendosi fino al 1300. Ma non ci si è arrivati basandosi sulle cronache storiche. Infatti non c’erano registrazioni meteorologiche precise e complete fino al 1950. Sicché un gruppo di ricercatori guidati da Edward R. Cook, del Tree-Ring Research Laboratory della Columbia University, si è messo a studiare gli anelli di accrescimento degli alberi, raccogliendo dati da 327 siti. Certo, per riuscirci hanno dovuto bazzicare quei luoghi nei quali gli alberi sono abbastanza vecchi, e questo potrebbe inficiare i risultati e rendere poco realistico il risultato finale. Ma le mappe finali, comprensive delle regioni mancanti, vengono ottenute con analisi statistiche ricavate dai dati degli ultimi decenni. Una prima analisi è stata pubblicata nei giorni scorsi da Cook e dai suoi colleghi su “Science”.
Sicché ora c’è una mappatura della piovosità annuale in 700 anni in una fascia lunga migliaia di chilometri, dall’India fino all’Australia. Che ce ne facciamo? Anzitutto si possono cercare correlazioni interessanti, per esempio con le temperature oceaniche superficiali nel Pacifico ma anche nell’Atlantico registrate nell’ultimo secolo e mezzo: è molto utile per capire i possibili influssi a lunga distanza. E quindi per perfezionare i modelli climatici. Che a propria volta possono essere messi alla prova nella ricostruzione del clima del passato prima e del futuro poi. Tuttavia, ha sottolineato su “Nature” Ken Caldeira, un climatologo della Carnegie Institution, l’efficacia di un modello nella spiegazione del passato non garantisce il suo potere predittivo nel futuro. Infatti i monsoni sono sempre stati prodotti da una complessa interazione fra i continenti e gli oceani. Ma in futuro interverranno nuovi fattori. Per esempio la variazione dell’insolazione provocata dall’inquinamento nelle aree fortemente industrializzate della Cina.
I dati raccolti sono comunque preziosi e importanti per i climatologi. Ma non solo. Infatti, in seconda battuta e in maniera inaspettata per i profani, torneranno utili anche... agli storici. E’ recente la pubblicazione sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS) di un articolo firmato anche da Brendan Buckley, coautore insieme a Cook dello studio uscito su “Science”: oggetto della nuova ricerca è la correlazione fra la piovosità monsonica in Estremo Oriente e lo sviluppo delle civiltà locali. In particolare fra le forti siccità del XIV secolo, appena confermate grazie agli anelli di accrescimento degli alberi, e la contemporanea caduta dell’Impero Khmer in Cambogia. Gli storici sospettavano già un influsso ambientale. E ora ne hanno la prova.
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