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Eureka | Terra - 26 mag 2010 07:29

Il laser della pioggia

Esistono i fabbricanti di nuvole?

Un tempo ci si affidava a danze rituali, ma oggi basta un laser. Ebbene sì, non ci serve solo per la chirurgia plastica: con il laser possiamo fare anche la pioggia. Più o meno. Infatti alcuni ricercatori dell’Università di Ginevra hanno trovato un nuovo modo per far piovere. I risultati dell’esperimento, condotto nei laboratori svizzeri e poi replicato nei cieli di Berlino, sono stati recentemente pubblicati su “Nature Photonics” e aprono un nuovo capitolo sul controllo del clima.
Non vi piacerebbe far piovere quando vi pare? OK, magari non per divertimento, ma per necessità? Ad esempio in luoghi molto aridi ci vorrebbe un modo per far cadere almeno qualche goccia ogni tanto. Finora ciò che si poteva fare era inseminare le nuvole. Il cloud seeding è un procedimento che risale alla prima metà del Novecento e consiste nel disperdere nell’atmosfera sostanze che facilitano la formazione di nubi e precipitazioni. Tra i primi a cimentarsi con successo nel tentativo di ottenere pioggia a comando vi furono Vincent Schaefer e Bernard Vonnegut (no, non l’autore di Ghiaccio-nove, ma suo fratello). In particolare, Vonnegut scoprì che disperdendo nell’atmosfera ioduro di argento era possibile creare dei nuclei di condensazione. In poche parole, attorno a queste molecole le goccioline di acqua condensata formano dei cristalli che crescendo diventano sempre più pesanti e a un certo punto, a causa della forza di gravità, cadono a terra. Ed ecco la pioggia.
In natura normalmente succede che l’acqua condensata o i piccoli cristalli di ghiaccio, riempiendosi con pulviscolo e granelli di sabbia dispersi nell’atmosfera, crescono e diventano più pesanti. Semplificando: a un certo punto pesano troppo e cadono sotto forma, il più delle volte, di pioggia. Quindi l’idea di disperdere nell’aria sali e sostanze che favoriscano questo processo ha un senso. Tuttavia la resa e l’efficienza di questa tecnica sono ancora molto dibattute. Diversi Paesi ne fanno uso per contrastare gli effetti della siccità, ma molti studiosi sono scettici. E la nuova scoperta svizzera?
Gli scienziati ginevrini hanno pensato di puntare un laser ad alta energia sulle nuvole. Immaginate di prendere una camera satura di acqua a una temperatura di 24 gradi sotto zero. Ora iniziate a bombardare questa “nuvola da camera” con dei brevi e rapidissimi impulsi laser. Gli atomi nella nube inizieranno ad agitarsi sempre di più e il risultato sarà la formazione di particelle come i “semi” usati per far piovere. Al termine dell’esperimento in laboratorio i ricercatori hanno misurato il volume di acqua condensata nella camera e hanno visto che era aumentata quasi della metà. E’ stato un po’ come pesare la nuvola prima e dopo il trattamento con il laser: al termine dell’operazione era più pesante, ovvero... carica di pioggia. L’esperimento è stato poi replicato a Berlino e anche qui, nei cieli della Germania, il risultato è stato analogo.
I ricercatori non hanno ancora ottenuto una vera precipitazione piovosa, ma i dati promettono bene. Si tratta ora di mettere a punto la tecnica. Nel frattempo alziamo gli occhi al cielo e, mentre aspettiamo la pioggia, magari lasciamo la fantasia libera di giocare un po’ con le nuvole.
(Fonte: Quarantadue)

26.05.2010 - 07:29
Anna D'Errico | Aggiornamento: 26 mag 2010 12:05
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