
Si inaugurerà venerdì, alle 16.30, al Parco Ciani: è basecamp 09, il festival itinerante in sei città svizzere nella sua incarnazione luganese, organizzata da Science et Cité, dalla Società Ticinese di Scienze Naturali e dalla Società Astronomica Ticinese, con la collaborazione di USI, SUPSI, Cantone Ticino e Città di Lugano e il sostegno di una quarantina di partner scientifici, culturali, artistici o turistici.
Dal 22 al 30 maggio il Parco e Villa Ciani ospiteranno di tutto e di più: le classiche conferenze ma anche le mostre fotografiche, i concerti, il planetario gonfiabile, le animazioni per i più giovani, la caccia al tesoro tecnologica. E fuori dal Parco escursioni per cercare la scienza in città, fin nei cunicoli sotterranei la cui esistenza è nota a pochi, o per ammirare il cielo negli Osservatori, o ancora per assistere a un film.
Insomma, la scienza diventa protagonista per nove giorni ruotando intorno all’argomento centrale: il nostro pianeta. Declinato nel più ampio dei modi: affrontando i temi ambientali per arrivare fino all’astronomia (perché appunto si parla di “pianeta” Terra). In fondo è semplice: la passeggiata sul lago per mangiare il gelato la fareste comunque, e una capatina ai tendoni tematici è un valore aggiunto.
Quanti conoscono uno scienziato? Non molti. E spesso si fanno l’idea che il personaggio sia un tipo un po’ strambo. E più strambe ancora sono le faccende di cui si occupa. Perfino un po’ preoccupanti, che siano i buchi neri o il DNA. Di sicuro poco comprensibili, remote, lontane dall’esperienza quotidiana. Roba per cervelloni. Strana gente, insomma. Meglio, molto meglio gli amici di sempre, con i quali uscire per una passeggiata sul lungolago, chiacchierando del più e del meno.
Poi però, mentre mangi il gelato, arrivi al Parco e trovi... la scienza. Proprio lì, per te. Non alambicchi polverosi, calcoli astrusi, immensi rivelatori sotterranei di particelle. Invece foto stupefacenti degli astri, con didascalie complete ed esaurienti. E laboratori per i bambini. E conferenze che con parole semplici ti raccontano della povertà e delle malattie, o dell’acqua, oppure della conquista della Luna, o ancora della vita nell’universo. E poi concerti, spettacoli, film, escursioni...
E tu sei sorpreso. Perché capisci. E non è difficile. Anzi, è entusiasmante. Vedi i nessi, i collegamenti fra le discipline, il contatto con la tua vita quotidiana. Comprendi che nel manipolare il mondo ci vuole cautela, ma pure che non bisogna lasciarsi paralizzare da paure irrazionali. Percepisci le dimensioni sconvolgenti di un cosmo nel quale siamo sì minuscoli e fragili, ma anche grandi e nobili per la nostra capacità di descriverlo con la razionalità.
Lo scienziato è strambo, nella sua torre d’avorio, ma non cattivo. Non più di tutti gli altri esseri umani, almeno. Quando esce da quella torre, tu constati (incredibile!) che è animato soprattutto dalla passione e che spesso è contento di poter condividere ciò che scopre. Anche con te. E perfino il solito gelato sembra avere un sapore più buono.
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