Cultura e spettacoli La fattoria degli animali Tempo Libero Motori Cinema Eureka Gossip Film Festival Parliamone Fotogallery Piazza del Corriere Primo Piano Salute Info Aziende Commenti Dal giornale Sondaggi Web
Elezioni cantonali 2015Expo 2015
Farmacie di turno Emergenze Pronto soccorso Ospedali Cliniche
Trasporti Infostrada Agenda Cinema Musei Gallerie arte
Offerte Concorsi Iniziative Album fotografico
Corriere Lavoro Annunci Extra
Tariffe Acquista singola edizione Nuovo abbonamento Modifica indirizzo Sospensione consegna Scrivici Registrati Pass.Dimenticata
z6VAesQfe6o
Eureka | Terra -  4 feb 2012 03:00

Come iniziò la Piccola Era Glaciale

Fu colpa dei vulcani

Andiamo verso un riscaldamento globale ed è colpa nostra: questo ci dicono i climatologi. Da due secoli pompiamo anidride carbonica nell'atmosfera, rinforzando l'effetto serra. Questa conclusione dipende naturalmente da ciò che sappiamo sul clima del passato, anche remoto. E certo è facile scoprire com'era in epoca moderna, da quando cioè sono disponibili strumenti di misura precisi ed esistono raccolte complete di dati climatologici. Ma... prima? Come si fa con le epoche precedenti? Ebbene, si fa. Ci sono indicatori che permettono di ricostruire il clima del passato. E di recente hanno consentito pure di capire come si è scatenata la Piccola Era Glaciale.
Il clima non è statico. Cambia da sempre. Adesso siamo noi a modificarlo, ma anche la Natura ci mette del suo. E ce ne ha messo anche nel passato. In particolare, c'è stato un raffreddamento globale durato alcune centinaia di anni e conclusosi solo alla fine del XIX secolo, con un picco nella seconda metà del Seicento: quella che è stata battezzata Piccola Era Glaciale. I ghiacciai si estesero. Gli inverni si allungarono e si irrigidirono. Addirittura i fiumi nordeuropei gelavano per molti mesi ogni anno. Come mai? Esclusa in quel caso la responsabilità umana, che cosa provocò quel raffreddamento?
La risposta sta in un articolo pubblicato di recente su "Geophysical Research Letters", firmato da ricercatori islandesi, inglesi e statunitensi. Finora si riteneva che potesse esserci una causa endogena, una causa esogena o anche una combinazione di entrambe: poderose eruzioni vulcaniche o/e variazioni nell'irradiazione solare. "Per la prima volta abbiamo identificato chiaramente l'inizio dell'epoca fredda che rappresenta l'inizio della Piccola Era Glaciale", spiega Gifford Miller, dell'Università del Colorado a Boulder. Ma non solo: "Abbiamo anche identificato un feedback climatico comprensibile che spiega come il periodo freddo abbia potuto mantenersi per un lungo periodo". Ma di che si tratta? Risposta: vulcani. "Le nostre simulazioni mostrano che le eruzioni vulcaniche hanno avuto un effetto raffreddante profondo", osserva Bette Otto-Bliesner, del National Center for Atmospheric Research (NCAR), "e hanno innescato una reazione a catena che ha coinvolto i ghiacci marini e le correnti oceaniche e ha abbassato le temperature per secoli". Bisognava però anzitutto capire quand'è cominciata davvero la Piccola Era Glaciale.
Le stime oscillavano fra il XIII e il XVI secolo. Intuitivamente, basterebbe controllare nelle cronache quando i ghiacciai iniziarono ad avanzare. In realtà però non è sufficiente, perché i prodromi del raffreddamento potrebbero essere anche più antichi. Così Miller e i suoi colleghi hanno datato con il carbonio-14 alcuni campioni molto completi di piante morte raccolti nell'Artico canadese. E hanno scoperto una morìa vegetale provocata da un raffreddamento improvviso in due episodi distinti: fra il 1275 e il 1300 e intorno al 1450. Inoltre hanno analizzato i sedimenti estratti da un lago glaciale nelle regioni interne dell'Islanda. Lì hanno identificato depositi di tefrite, un materiale piroclastico emesso durante le eruzioni vulcaniche locali, che diventano più sottili in corrispondenza del tardo XIII secolo e ancora nel XV. Perché? Semplice: la maggiore erosione provocata dall'espansione dei ghiacciai. E, se i ghiacciai si espandono, significa che fa più freddo. Bingo! Abbiamo due indizi che si confermano reciprocamente. Non fanno una prova, però. Serve altro. Così gli scienziati hanno pure applicato un modello climatico sviluppato dal NCAR e dal Dipartimento dell'Energia, il Community Climate System Model, per testare le conseguenze di un raffreddamento vulcanico sull'estensione e sulla massa dei ghiacci nell'Artico. Conclusione: per spiegare le evidenze sperimentali bisogna ipotizzare alcune poderose eruzioni proprio nelle epoche previste. Ma non necessariamente lì, perché l'emissione di materiale nell'atmosfera, con un effetto raffreddante per il clima, potrebbe benissimo essere avvenuta altrove, magari anche a migliaia di chilometri di distanza. Ma non finisce qui: il modello mostra che l'espansione dei ghiacci artici dalla Groenlandia, con la loro fusione nell'Atlantico, ha rinforzato l'effetto raffreddante modificando il trasporto di calore nella massa liquida.
Dunque così è cominciata la Piccola Era Glaciale: a causa di eruzioni vulcaniche. E ci sono voluti secoli perché il clima tornasse alla normalità. Normalità... si fa per dire, perché nel frattempo, con la Rivoluzione Industriale, un nuovo fattore era apparso: l'uomo. Ma questa è un'altra storia.

4.02.2012 - 03:00
Marco Cagnotti
L'idea di schiarire la superficie del Mar Glaciale Artico non porterebbe a un raffreddamento, sostiene un nuovo studio
WASHINGTON - 'Imbiancare' il Mar Glaciale Artico, usando soluzioni di bioingegneria per rendere chiara la superficie... Leggi
È stata individuata a Divljana, nel sudest del Paese - Potrebbe essere l'albero e l'essere vivente più vecchio dei Balcani
BELGRADO - Una quercia vecchia di 1.023 anni è stata individuata nel villaggio di Divljana, presso bela Palanka,... Leggi
Una scoperta - descritta nel prossimo numero del "Journal of Immunology " - che secondo gli studiosi consentirà di combattere efficacemente il virus
SYDNEY - Ricercatori australiani hanno scoperto un processo in cui un particolare anticorpo "agganciato" al virus... Leggi
La denuncia della rivista medica Lancet: due terzi della popolazione non ha accesso a strutture chirurgiche recenti
LONDRA - Cinque miliardi di esseri umani, i due terzi della popolazione del pianeta, non hanno accesso a strutture... Leggi
Scoperto per caso da un allevatore di bovini nel nordest dell'Australia un fossile di cronosauro, terribile rettile marino di 13 metri
SYDNEY - La mandibola più completa al mondo di un cronosauro, un rettile marino di 13 metri vissuto circa 110... Leggi
La procedura è controversa e alcuni scienziati hanno chiesto di interromperla - Gli autori l'hanno fatto, ma per il poco successo dell'operazione
PECHINO - Per la prima volta un embrione umano è stato modificato geneticamente per tentare di correggere un gene... Leggi
Scoperti in Italia, in Veneto e in Liguria, i più antichi resti di Homo sapiens mai trovati in Europa
ROMA - I più antichi resti di Homo sapiens mai trovati in Europa sono stati scoperti in Italia: si tratta di due... Leggi
Un gruppo di astrofisici ha analizzato a tappeto 100 mila galassie e non ha trovato segnali di civiltà capaci di colonizzarci
NEW YORK - Seguendo la teoria proposta negli anni '60 dal fisico teorico Freeman Dyson, un gruppo di astrofisici... Leggi
La Cina sta lavorando a mettere in orbita un super impianto fotovoltaico per raccogliere l'energia solare
PECHINO - Nella sfida per abbattere l'inquinamento, tagliare le emissioni di CO2 e affrontare la crisi energetica... Leggi
COLLEGAMENTI
Edizione del 05 maggio 2015
Programma cinema
Dove
Questa sera
Mendrisio | Conferenze
Mezzi ausiliari tecnologici. Come alcuni semplici ed economici ausili possono aiutare nel quotidiano e facilitare l'uso delle nuove tecnologie
Relatori: Carlo Denti, Daniele Raffa, Marlene Scalisi.
Ristorante Anatolia | 15.00
Grono | Presentazione Libri
Delitti di lago
Antologia di racconti gialli a cura di Ambretta Sampietro (ed. Morellini) con interventi della curatrice di di Sergio Roic.
Scuola comunale (Aula magna) | 20.00
Luogo