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Eureka | Vita - 4 ago 2010 03:00

I primati dei Caraibi

Un antico teschio chiarirà come ci sono arrivati

Galeoni, bende sugli occhi, spade e arrembaggi. Ah, no? Ops... si tratta di primati, non di pirati. Ma allora, se quel teschio non è quello della Jolly Roger, la popolare bandiera pirata, da dove sbuca? Dicono che sarebbe stato recuperato in una grotta sommersa, proprio come un antico tesoro nascosto. E di tesoro in effetti si tratta, almeno secondo Ross MacPhee, dell’American Museum of Natural History di New York, che definisce la scoperta molto importante, tanto da fargli cambiare una certa sua ipotesi. Ma procediamo con calma.
Il teschio trovato sull’isola di Hispaniola (quella di Haiti e della Repubblica Dominicana) ci rivela un passato ormai perduto che racconta di una fauna ricca e bizzarra. Il paragone con il Madagascar è d’obbligo. Già, perché anche in questa grande isola, situata al largo della costa orientale dell’Africa, i primati si sono evoluti con caratteristiche strane. Il motivo sembra essere il lungo isolamento dal continente, che li ha indotti a svilupparsi in modo diverso. Per esempio, la scimmia estinta della Giamaica (Xenothrix) può essere vagamente paragonata all’Aye Aye, un particolare primate del Madagascar con incisivi da roditore e un dito lungo per estrarre insetti da sotto la corteccia. E che dire degli arti della scimmia estinta di Cuba (Paralouatta)? Suggeriscono l’idea che l’animale passasse almeno parte della propria vita sul terreno, a differenza di quanto fanno le scimmie del Nuovo Mondo che se ne stanno beate sugli alberi della foresta.
Tornando al vecchio teschio, descritto sui "Proceedings of the Royal Society B" da Alfred Rosenberger, della City University di New York, scopriamo che non è poi così antico (solo poche migliaia di anni) da poter essere definito fossile. E' molto ben conservato e conferma che la scimmia alla quale apparteneva era imparentata con un gruppo di primati ancora oggi presenti in Centro e Sudamerica come i cappuccini e le scimmie scoiattolo. Sebbene il teschio sia così "giovane", il retro della scatola cranica è però diverso da qualsiasi scimmia moderna, assomigliando piuttosto a quello di una scimmia vissuta 16 milioni di anni fa nell’attuale Argentina. Questa connotazione di primitività dell’animale estinto recentemente ci fa venire in mente di nuovo il Madagascar. Infatti i lemuri che vivono lì appartengono agli Strepsirrhini, un gruppo di primati ora abbastanza rari in Africa. E, proprio come questi lemuri rivelano le caratteristiche delle antiche scimmie strepsirrhine, così la scimmia Hispaniola (Antillothrix) di Rosenberger potrebbe in futuro rivelare com’erano le antiche scimmie del Sudamerica.
Eppure già qualcosa ci dice. Infatti la morfologia del teschio smentisce l’iniziale ipotesi di MacPhee che sosteneva come una singola specie di scimmie, probabilmente un antenato dell’attuale Titis, fosse arrivata nei Caraibi per caso, dando poi origine a tutte le scimmie della regione. Perciò McPhee si è dovuto ricredere e ora concorda sul fatto che diverse specie attraverso l’oceano arrivarono sulle isole più di 10 milioni di anni fa sfruttando un ponte di terra (Gaarlandia) e andando all’"arrembaggio" dei Caraibi.
(Fonte: Quarantadue)

4.08.2010 - 03:00
Chiara Mancini
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