


Si dice che il Nord sia un posto dove la solitudine si fa sentire. Di sicuro è così per i personaggi di Kóngavegur (King’s Road), commedia islandese proposta ieri sera nel programma di Piazza Grande. Una schiera di falliti e balordi di vario grado gravita in un malconcio campo roulotte, immerso nel bel mezzo del nulla islandese. C’è Junior, che insieme al suo amico Rupert è tornato dalla Germania, per trovare il padre, un bancario truffaldino che abita in un camper con la sua nuova moglie, ex reginetta di bellezza. C’è la nonna di Junior, che se ne va in giro in pigiama, portandosi dietro una foca imbalsamata che ha trasformato in borsetta. E chi più ne ha più ne metta. Una galassia di sfigati che la regista Valdís Óskarsdóttir usa per dar vita a un film in cui, se pur non mancano diversi divertenti momenti di surreale humour nero, non c’è invece lo spessore di una storia vera e propria e dove tutto finisce per ridursi a una serie di scenette, legate molto liberamente da un filo conduttore che è quello dei rapporti familiari più o meno sbrindellati. Nel cast Daniel Brühl (Bastardi senza gloria, Goodbye Lenin) nel ruolo di Rupert, e Gisli Örn Gardarsson (Prince of Persia), in quello di Junior.
BERLINO - Prende il via mercoledì la 62. edizione della Berlinale. Fino al prossimo 19 febbraio sfileranno al... Leggi


