
TEHERAN - Il governo iraniano ha fatto sapere di «non approvare» gli insulti di alcuni media iraniani contro la moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, Carla Bruni. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast.
Sabato il quotidiano ultraconservatore Kayhan aveva definito la Bruni «prostituta» dopo che la "première dame" di Francia si era unita alla campagna in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione con l'accusa di adulterio e omicidio. Il giornale aveva spiegato che lo stile di vita della Bruni è «immorale».
Oggi il ministero degli Esteri ha fatto sapere che «la Repubblica islamica non approva l'insulto contro i responsabili di altri paesi». «Spero - ha aggiunto il portavoce - che tutti i media faranno attenzione.... Si può criticare la politica ostile di alcuni paesi o il comportamento dei responsabili di altri paesi esprimendo la nostra protesta, ma non bisogna utilizzare parole insultanti, non è corretto».
Naturalmente anche per Parigi le offese sulla stampa iraniana contro Carla Bruni-Sarkozy sono «inaccettabili» e sono stati oggetto di un «messaggio» indirizzato a Teheran.
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