



Parliamo di clima e di ghiaccio. Un nuovo studio, pubblicato dalla rivista scientifica Nature, dipinge scenari inquietanti. Un gruppo internazionale di geologi che studia i sedimenti di ghiaccio al di sotto della calotta polare antartica è giunto a conclusioni che devono farci riflettere. Gli scienziati hanno potuto infatti verificare che, nel passato remoto, con una temperatura di appena tre gradi superiore a quella attuale, la calotta galleggiante del Mare di Ross è semplicemente collassata.
Con le proprie “carote” gli scienziati sono riusciti a perforare sedimenti di ghiaccio vecchi anche di milioni di anni. Così siamo in grado di capire cosa succede di fronte a modifiche delle temperature globali e aggiornare i nostri modelli matematici, per cercare di prevedere cosa succederà nel futuro. Purtroppo per noi sembra esserci un consenso piuttosto diffuso tra i geologi che stanno studiando l’Antartico. Se la temperatura dovesse aumentare ancora, la possibilità di un collasso catastrofico della calotta antartica è tutt’altro che un'eventualità remota. Nel corso del ventesimo secolo la Terra si è scaldata di 0.7°C, ma secondo una delle proiezioni dell’ONU nel 2100 la temperatura sarà analoga a quella presente sulla Terra prima della formazione di una calotta di ghiaccio in Antartide. Fantasie? Cassandre? Purtroppo no. Nel febbraio del 2002, a causa del riscaldamento globale, la piattaforma di ghiaccio del Larsen B (Penisola Antartica), grande una volta e mezzo il canton Ticino e spessa 220 metri, si è disintegrata nel giro di 30 giorni. Se la medesima cosa succedesse alla calotta del mare di Ross (grande come la Francia), dove vive un terzo della popolazione mondiale dei pinguini di Adelia, i risultati sarebbero catastrofici. Tali da convincere anche i negazionisti più fanatici.
IDENTIKIT:
Altezza: 45 - 70 cm
Peso: 4 - 6 kg
CARATTERISTICHE:
Il pinguino di Adelia (Pygoscelis Adeliae) si riproduce durante l'estate australe. In ottobre i maschi giungono per primi nei siti di riproduzione vicino alle zone costiere rocciose non ghiacciate e occupano il luogo dove verrà costruito il nido. Pochi giorni più tardi arrivano le femmine ed iniziano i corteggiamenti. Le coppie una volta formatesi costruiscono il proprio nido, un avvallamento contornato di ciottoli rocciosi, nel quale in novembre vengono deposte 2 uova. Terminato di deporre il secondo uovo, la femmina si dirige verso il mare per nutrirsi mentre il suo compagno cova per circa 7-10 giorni, dopo i quali gli succede la femmina. I due partner si alternano nella cova durante i 35 giorni di incubazione. I piccoli, alla nascita, restano al riparo sotto il morbido e caldo piumino della piega ventrale dei genitori e nutriti per circa 2-3 settimane al termine delle quali vengono poi allevati in gruppo con altri coetanei formando le cosiddette nursery. In febbraio i giovani hanno ormai completato la loro crescita. Lasciano quindi la colonia dirigendosi verso il mare.
(da Wikipedia)
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