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La fattoria degli animali | Bio diversità -  26 lug 2010 11:09

Mediterraneo da... trivellare

La minaccia di BP e Shell per un ecosistema fragile

"Assurdo: il Mediterraneo non è un mare qualsiasi; pur rappresentando solo l'1% della superficie dei mari del mondo, presenta un concentrato di biodiversità, di ambienti e di paesaggi introvabile altrove". Parola di Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia, che così commenta la notizia delle prossime trivellazioni di Bp nel golfo della Sirte (vd suggeriti), trivellazioni che verranno effettuate nonostante quanto accaduto nel Golfo del Messico (vd. suggeriti) sia ormai qui sotto gli occhi di tutti.

''La minaccia che incombe su questo gioiello non solo naturalistico - osserva ancora Pratesi -, con la previsione di trivellazioni petrolifere nel Golfo della Sirte a ben 1700 metri di profondità (superiore a quelli del Golfo del Messico), potrebbe rappresentare un colpo gravissimo alle numerosissime specie presenti nel Mediterraneo, molte delle quali uniche al mondo. Ci preoccupa moltissimo - sottolinea il presidente Wwf - la mancanza a oggi di regole e norme, trattati internazionali e convenzioni globali che mettano al riparo questo piccolo e prezioso mare dalle minacce petrolifere che stanno assassinando le coste meridionali degli Usa". Senza contare che, oltre alle trivellazioni di Bp nel golfo della Sirte, ci sono anche quelle che Shell sta per iniziare davanti alla Sicilia. Come dire che il piccolo Mediterraneo e i suoi abitanti - uomini e animali - stanno assistendo a quella che potrebbe essere "la cronaca di una morte annunciata". Il Wwf Italia, nel giugno scorso, ha dato il via alla "Campagna mare" (vd link), ma.. sono necessari anche interventi politici mirati.

Già oggi, infatti, esistono alcune specie super-minacciate:

BALENOTTERA PHYSALUS - Tipica del Mare Nostrum ha come area privilegiata il Santuario dei Cetacei. Spesso osservata nelle acque circostanti Lampedusa, può raggiungere i 20 metri e pesare 80-90 tonnellate. E' una delle balene più veloci e può superare i 40 km/h, tanto che è stata chiamata il 'levriero del mare'.
CORALLO ROSSO -
Specie minacciata dalla pesca non sostenibile subita e perciò già proposta per l'inclusione nella lista Cites. È una colonia di polipi (piccoli organismi) molto sensibile all'inquinamento che si trova sempre più in profondità. Tra le barriere coralline di acque profonde la più nota è a Sud di Santa Maria di Leuca.
DELFINO COMUNE - Nonostante il suo nome è un animale molto raro. Su tutti questi animali il Wwf sta facendo una campagna 'Mare' per le otto minacce che gravano sul Mediterraneo, tutte di origine antropica.
FOCA MONACA -
Dopo anni di allarme estinzione ha una popolazione di nuovo crescita e conta circa 500 esemplari, stanziali nelle acque di Turchia, Grecia (isole Sporadi), coste nordafricane, Croazia, e Istria. Gli ultimi avvistamenti riguardano proprio l'Italia, da Portofino all'arcipelago toscano e alle isole Egadi.
GABBIANO CORSO -
Manto chiaro e becco rosso corallo. Si nutre esclusivamente di pesce, è confinato in pochissime piccole isole dove si contano in totale 500 coppie. Contrariamente al gabbiano comune non è opportunista, non cerca cibo nelle discariche ed è poco confidente. La sua presenza è di fatto una cartina tornasole del buono stato delle nostre coste.
TARTARUGHE MARINE -
Caretta Caretta in primis, ma c'è anche la tartaruga Liuto. Minacciate dalla pesca incontrollata, si riproducono in Nord Africa, Turchia, e Grecia, mentre per la nutrizione predilige alcune spiagge in Italia e lungo coste della Libia.
TONNO ROSSO - È al momento la specie di maggior valore commerciale a livello globale. Sotto scacco per la pesca industriale che subisce, rischia, anche perchè ha una maturità sessuale tardiva, di non essere più commerciabile. È in attesa di entrare a far parte delle specie protette dalla Cites.

Siamo disposti a rischiare tutto questo?

26.07.2010 - 11:09
m.c./ansa
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