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Di leggi, corsi e... ricorsi

Ciò che si può e non si può fare con, e di, Micio e Fido

"Gentili veterinari, ho una domanda da porvi, siccome ho avuto diversi riscontri, ma sempre discordanti! Trovando questo sito  mi sono detta che forse mi potete aiutare. Ho acquistato a febbraio 2011 un pinscher nano, nato a Natale 2010. Ho chiesto se dovesse fare dei corsi obbligatori per cani (obbedienza o quant'altro), ma appunto mi sono stati dati pareri diversi, chi dice sì e chi dice no. Cosa devo fare? Cortesemente ringrazio e porgo distinti saluti".

Katya G., Montagnola

Gentile Katya, i padroni che non hanno mai avuto cani sono obbligati a frequentare un corso prima di acquistare il cane e poi, in seguito, sono obbligati a frequentare il corso Opan entro 1 anno dalla data di acquisto. La legge vale per tutti i tipi di cane indipendentemente da razza, età o peso.
Per i cani della lista, i cosiddetti "cani della lista soggetti a restrizioni" (e non è il caso del suo pinscher) sono inoltre previste ulteriori regole. Sul sito del veterinario cantonale (vd link) trova tutte le informazioni necessarie in maniera chiara e dettagliata.

OVT

17 ottobre 2011 - "Gentili veterinari, vi scrivo per segnalarvi uno spiacevole episodio in un periodo veramente difficile e vi sarei grata, se poteste pubblicare la procedura esatta alla quale un proprietario di cani si deve attenere per ottenere una risposta.
Noi abbiamo un cane che si chiama Giotto. In data 21 settembre 2011, mio marito ha trovato nel nostro giardino di casa due pezzi di “cervelat” contenenti una sostanza verde. Ci siamo recati alla protezione animali che ci ha detto di portarli al nostro veterinario. Andiamo dal veterinario e ci viene detto che dobbiamo recarci alla polizia cantonale per denunciare il fatto. Detto fatto, mio marito si reca a Camorino alla polizia cantonale, lascia il suo recapito ed il sacchetto contenente il boccone e ci viene detto che ci faranno sapere. Due settimane dopo chiamiamo per sapere se ci sono novità e ci dicono che non sono loro ad occuparsi di questo, ma avremmo dovuto passare tramite il veterinario. Ebbene se la procedura fosse stata questa, perché hanno tenuto il boccone ed ora dove è finito il boccone? Sono veramente arrabbiata per quanto successo, perché avrebbero potuto dirlo immediatamente. Avremmo ripreso il boccone e ci saremmo recati nuovamente dal veterinario. Ma quale è la giusta procedura? Intanto noi non avremo mai risposta se si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto oppure se fosse veramente avvelenato! Grazie".

Doris R. C.; Claro

Gentile Doris, non esiste una procedura standard. È comunque importante che il contenuto sospetto venga fatto arrivare alla sede del Laboratorio cantonale che poi provvede a analizzarlo e a inviare eventuali campioni in laboratori specialistici se necessario.
Come veterinari ci occupiamo regolarmente di persone che portano sostanze sospette trovate nelle vicinanze di casa o bocconi contenenti sostanze che potrebbero essere veleni. Se vi sono sospetti concreti che la sostanza sia stata effettivamente utilizzata con lo scopo di avvelenare degli animali é importante anche effettuare una denuncia in polizia anche perché analisi "non autorizzate" vengono poi fatturate direttamente a coloro che richiedono le analisi e a dipendenza delle procedure necessarie possono esserci dei costi non indifferenti.
Effettivamente quanto successo é abbastanza strano visto che sembra che il tutto sia finito in niente e che il boccone sia stato semplicemente gettato via senza ulteriori accertamenti e senza contattarvi di nuovo per motivare la decisione.

OVT

22 settembre - "Gentili veterinari, avrei una domanda da porvi: ad una micia di 11 anni son morti i padroni anziani. Da 6 mesi la sua casa è diventata un cantiere in prospettiva che i figli dei signori deceduti vengano ad abitarvi (fra altri 6 mesi). In questo periodo la micia ha vissuto da "vagabonda", perdendo il senso della pulizia e andando addirittura ad aprire i sacchi dell' immondizia, entrando nelle case dei vicini a farsi coccolare e fare delle lunghissime dormitone. I figli dei padroni passano a darle il cibo, ma la micia non può più entrar nella sua vecchia casa, ma può restare nel giardino. Mi chiedevo se portarla a casa mia, con giardino grande e spazi interni, ma lontano dalle sue zone conosciute, sia una buona idea per una micia anziana. Inoltre è mia intenzione prendere presto due nuovi micini. Sarebbe forse questo un altro ostacolo per la micia? Grazie mille!!!"

Maria R., Bedano

Gentile Maria, in generale penso che la prima cosa da fare sia chiedere ai figli che intenzioni hanno per la gestione del gatto a lungo termine. Se desiderano in futuro tenere la gatta é magari importante per qualche mese trovarle una sistemazione che é sempre meglio che lasciarla vivere da vagabonda come ora. Se invece desiderano trovare una sistemazione alla gatta può tranquillamente decidere se provvedere lei, trovare qualcuno disposto a tenerla o rivolgersi alle protezioni animali o alle associazioni che si occupano di trovare casa a gatti.
Una gatta di 11 anni non é ancora da considerare vecchia e se é di buon carattere non credo che vi saranno troppe difficoltà a farle accettare 2 nuovi micini.

OVT

2 settembre - "Buon giorno. I miei vicini di casa possedevano un bellissimo ed affettuoso gatto, Bianco. Lo hanno cresciuto a botte e violenze psicologiche: poi lo hanno buttato fuori casa. Da mesi me ne occupo io ma i segni, indelebili, dei maltrattamenti avuti sono evidenti. Lo scorso mese di luglio, i due, hanno preso un nuovo gattino, di razza. Questa povera bestia sta, naturalmente, passando l'inferno che ha vissuto il primo. Ho già contattato la protezione animali, ma nulla. Altre persone che si occupano di gatti: sempre nulla. Cosa posso fare per porre fine a questa incosciente situazione? Inoltre, non andrebbero introdotti dei parametri per le persone affinchè si possa stabilire chi è idoneo a crescere gatti e chi invece sarebbe meglio non lo facesse?"

Laura B., Minusio

Gentile Laura, l'unica sua possibilità é quella di documentare in qualche maniera quanto subito dai gatti dei suoi vicini o di trovare altre persone che si uniscano a lei nella denuncia. In effetti qui si tratta della sua parola contro la parola dei suoi vicini di casa e quindi é importante che le accuse che lei muove possano venire provate in maniera inequivocabile.
Per la denuncia si può rivolgere a protezioni animali, comune, polizia o ufficio del veterinario cantonale, ma, come detto, é importante che il tutto sia documentato e sostenuto da prove concrete.

28.01.2012 - 07:19
OVT | Aggiornamento: 2 feb 2012 11:51
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