





"Cara Fattoria, da sempre in inverno metto la casetta con le granaglie e le palline sugli alberi per gli uccelli che restano. E' giusto aiutarli già ora o è meglio aspettare la prima neve? Da Lidl è in vendita un bel secchiello con tanto grano a buon prezzo, per le palline di solito faccio rifornimento alla Migros. Preciso che abito in un paesino dove il sole ci saluterà il giorno di Santa Barbara, 4 dicembre, per poi tornare a salutarci nel nuovo anno dopo la metà di gennaio. Grazie per la risposta".
Barbara B., San Vittore (Gr)
Gentile Barbara, penso che, viste le temperature rigide, sia sicuramente sensato iniziare già ora a riempire di mangime la casetta per gli uccelli. Naturalmente é importante metterla in un punto inaccessibile ai gatti ricordandosi anche che gli uccelli vanno a beccare anche le granaglie che cadono in terra e spesso é li che sono preda dei gatti.
OVT
23 novembre - "Buongiorno. Bellissima rubrica, complimenti! Io ho un parrocchetto verde-giallo di 9 anni - Chichino -. Vive libero in casa ed è molto attivo, direi che più invecchia e più è bello. È molto amato e viziato a suon di coccole. Sta bene a parte sputacchiare il cibo sugli specchi. Sapreste dirmi il perchè ? Ha iniziato a farlo quando aveva circa un anno. Potrebbe dirmi fino a che età vivono? Grazie mille. Ciao" .
Lisa C., Mendrisio
Gentile Lisa, la vita media di questi uccelli é di 12 anni, ma é importante garantire loro uno stile di vita e un'alimentazione sani e rispettosi della specie. Il fatto che interagisce con gli specchi sputacchiando il cibo é difficile da spiegare con certezza. È comunque probabile che vede riflessa la propria immagine e quindi pensa di avere a che fare con dei suoi simili e quindi assume dei comportamenti pseudo sociali.
OVT
10 novembre - "Egregi veterinari, abbiamo un problemino urgente da sottoporvi. Dalla scorsa estate due ricci, verso sera, si introducono nell'ampia veranda della casa di Miriam (dove si trovano le ciotoline dei gatti) e pasteggiano allegramente a base di scatolette e croccantini. Sappiamo che questi alimenti sono adatti a loro (esclusi quelli contenenti pesce) e quindi lei ha accolto molto felicemente i due nuovi ospiti di casa. I gatti (4) non badano a loro e nemmeno il bassottino. Capita che a volte Miriam chiuda la veranda per non far uscire i gatti di notte (in caso di brutto tempo) e i ricci dormono tranquillamente nella veranda e al mattino escono. Ora c'è un problemino: iniziano a scorazzare per casa. La casa è molto grande e con molti arredi, quindi è veramente complicato scovarli. Troviamo solo le tracce: cacchine. Siccome sappiamo che i ricci vanno in letargo in questo periodo, come ci dobbiamo comportare? Mettere a loro disposizione una cuccia con ad esempio del fieno nella veranda stando bene attente che non entrino in casa perchè in quel caso - ovviamente - sarebbe più difficile garantire loro la tranquillità durante il letargo oppure metterli fuori dalla veranda con le pappine fuori? I ricci sono belli paffuti (circa 500 grammi) e quindi non dovrebbero correre il rischio di morire per il sottopeso. Oltretutto abitiamo in una zona calda della Liguria. Grazie per il Vostro interessamento e per i Vostri preziosi consigli. Con la massima stima"
Daniela P. e Miriam G., Provincia di Genova
Gentili Miriam e Daniela, la regola aurea riguardo agli animali selvatici (e i ricci, anche se piccolini e carini, fanno parte di questa categoria!) é quella di lasciarli vivere nel loro ambiente e di interagire il meno possibile con loro evitando quindi di: toccarli (soprattutto i piccoli che sembrano abbandonati), nutrirli (seppure con cibo corretto) e dar loro rifugio nelle nostre case.
I ricci, chiaramente, apprezzano molto il fatto di trovare il cibo pronto e abbondante (attenzione però a non dare loro cibo sbagliato!) e magari anche un posticino al caldo dove riposare. Questo però li porta a perdere l'istinto di sopravvivenza, fatto questo che li porterà in futuro ad avere delle difficoltà a reinserirsi nella natura dove le regole sono molto severe e selettive. Unica eccezione é il soccorso ad animali in evidente difficoltà, ma con l'unico obiettivo di evitare loro delle sofferenze. Dopo averli curati e aver risolto i problemi immediati vanno rimessi al più presto in natura. In molte regioni esistono centri specializzati nella cura delle varie specie (volatili, ricci eccetera). In questi centri gli animali ricevono le prime cure e se la situazione lo permette il prima possibile rimessi in libertà. Nel vostro caso i ricci sembrano stare bene ed essere in forze. Evitate quindi di nutrirli e di tenerli in casa. Lasciateli vivere secondo la loro natura e soprattutto lontano dagli umani rispettando la loro natura di animali selvatici.
OVT
29 ottobre - "Buongiorno, Le mie due porcelline d’India (Edy e Pizza) hanno vissuto due anni insieme senza problemi. Lo scorso mese di maggio, a causa di una malattia della pelle, ho dovuto separarle per circa 4 settimane onde evitare contagi e da allora non vanno piú d’accordo. Ho dovuto mettere una griglia separatoria nella gabbia, attraverso la quale si possono comunque vedere e annusare. Quando le libero in giardino spesso si cercano e se c’è un inizio di lite hanno spazio per scappare, ma in gabbia si azzuffano furiosamente. Ho già fatto alcuni tentativi per riunirle senza esito positivo. Ora, con l’arrivo dell’inverno, ci terrei a rimetterle insieme così si scaldano a vicenda, visto che vivono sul terrazzo (in una gabbia comunque riparata con cartoni e coperte). Cosa posso fare?"
Silvia M., Ponte Tresa
Gentile Silvia, purtroppo non le resta che continuare come ora lasciando Edy e Pizza separate nella stessa gabbia con una griglia che permetta loro di avere il più possibile contatto e poi, quando voi siete presenti, fare ancora dei tentativi di riconciliazione sperando che con il tempo le liti diventino meno furiose e che si crei di nuovo una gerarchia chiara tra di loro.
OVT
21 ottobre - "Buon giorno. Ho una gerbilla - Coffee - di circa due anni che periodicamente perde sangue dall'orecchio sinistro, nel quale pare ci sia una piccola sporgenza che non vedo all'orecchio destro. Dopo una perdita di sangue, come se si fosse ferita, si rimargina e cicatrizza, salvo perdere nuovamente sangue magari dopo un mese. Cosa potrebbe essere? Posso ancora aggiungere che la gerbilla è vispa, mangia normalmente e non mostra nessun segno di sofferenza. Grazie".
Alice B. Giubiasco
Gentile Alice, se effettivamente il sangue proviene dalla sporgenza nell'orecchio sinistro significa che potrebbe esserci una ferita che fatica a cicatrizzarsi e che periodicamente si riapre, magari dopo che la gerbilla si gratta visto che potrebbe avere fastidio o prurito. Potrebbe anche esserci una verruca o una ciste che quando sanguinano possono fare fatica a guarire. Anche se sembra che Coffee non ne risenta le consiglio ugualmente una visita dal suo veterinario di fiducia per valutare assieme se ci sono delle terapie da effettuare.
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