







Grido d'allarme degli ambientalisti californiani (vd link e pdf) in vista della riunione che la Commissione internazionale baleniera (International Whaling Commission, IWC) terrà a giugno ad Agadir (vd suggeriti). Gli occhi del mondo puntati sulle vicende delle balene dell'Antartico, gli ambientalisti temono che le balene grige, che vivono nel Pacifico, possano rimanere vittime inconsapevoli della decisione della Commissione che vorrebbe fissare le nuove quote di cattura per le popolazioni indigene in un intervallo di tempo di 10 anni e non più di 4-5 anni come fin ora.
Visto che la caccia di un numero simile di balene non ha impedito alla popolazione di riprendersi e visto che si tratta di meno dell’1% degli animali presenti nel Pacifico, gli scienziati dell’istituto americano responsabile, la NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration, vd link), non vedono pericoli. Gli ambientalisti però, sono preoccupati: l'introduzione di un lasso di tempo di 10 anni, secondo loro, è da irresponsabili, soprattutto se si tiene conto: della morte di migliaia di individui nel periodo 1999-2001 per motivi non ancora del tutto chiari (vd box), dei mutamenti climatici in atto che stanno influenzando negativamente la zona artica dove i cetacei si nutrono e delle recenti osservazioni del 2009 che hanno registrato un drastico calo del numero di avvistamenti al giorno (da circa 25 a 5) e un ridotto numero di cuccioli osservati.
Estinta nell'oceano Atlantico tra il XVII e l'inizio del XVIII secolo a causa della caccia, la balena grigia sopravvive ancora oggi nel Pacifico, ma solo perché nel 1946 venne dichiarata specie protetta, visto che era stata quasi sterminata anche qui dai balenieri. Nonostante fosse concesso l’abbattimento di circa 140 animali all’anno da parte delle popolazioni indigene dell’Artico, le balene grigie della costa orientale del Pacifico, che migrano dal Mare di Bering fino a raggiungere Baja Californi (un viaggio di circa 8'000 km), si sono riprese bene, fino a raggiungere i 21'000 individui nel 1994, portando alla loro “declassificazione” da specie "minacciata" a specie a “basso rischio, dipendente dalla conservazione” nel 1996. Durante la stagione 1997-98 si sono stimati più di 26'000 esemplari, un livello ritenuto pari o perfino superiore a quello di prima del periodo della caccia commerciale. Dal 1999 al 2001 è stato però osservato un grave deterioramento dello stato di salute di molte di queste balene e si suppone che diverse siano perfino morte di fame: non si sa se questo fosse dovuto al fatto che la popolazione ha raggiunto il limite massimo di sopportazione dell’ambiente o se ci siano state altre cause, come la riduzione della produzione primaria nelle acque artiche, il “motore” che mette in moto tutta la rete alimentare, dovuta ai mutamenti climatici in atto. Sta di fatto che qualcosa sta accadendo e lo dimostrerebbe anche l'avvistamento di una balena grigia alle porte della città di Vancouver (vd link), in acque dove non la si vedeva da più di 100 anni.
Beatrice Jann
Torniamo a parlare di mare nella Fattoria e lo facciamo con il nostro Claudio Di Manao che, questa volta, ci porta... Leggi
Avete presente i Bisbini - i 24 liberi cavalli che, grazie alla Onlus transfrontaliera, stanno trascorrendo l'estate... Leggi
Amici della Fattoria, segnatevi in agenda queste due date: sabato 25 e domenica 26 maggio. Quella che sta per arrivare,... Leggi
"Carissimi veterinari, chiedo ancora una volta il vostro aiuto per il mio Dodò. Il micione ha tre anni ed è sterilizzato.... Leggi
NEW YORK - Sette maschietti e una femminuccia con un peso tra i 2,6 e i 6,7 kg, alcuni orfani, altri separati... Leggi