

















È passato un mese dallo scoppio della Deepwater Horizon, una delle piattaforme petrolifere del golfo del Messico. È passato un mese e i toni stanno salendo. BP è sulla lista dei cattivi (vd suggeriti). Il presidente Obama ha istituito una commissione d'inchiesta, super partes, per stabilire eventuali manchevolezze. La marea nera ha imboccato la corrente calda che la porterà a contaminare (e distruggere) anche la costa atlantica. L'avv. Erin Brockovich - come preannunciato (vd suggeriti) - è arrivata a Pensacola, in Florida, per arringare centinaia di residenti e operatori economici locali e incoraggiarli a fare causa alla compagnia petrolifera. Il geologo David Valentine, sull'ultimo numero di Nature, dice che è ora di stabilire la vera entità del disastro e propone una soluzione: calcolare quanto metano si è disciolto nell'acqua.
Il geologo dell'Università della California, a Santa Barbara, spiega sulla rivista Nature (vd link) che il metano costituisce circa il 40% del materiale che fuoriesce dalla falla e può essere calcolato facilmente. Di conseguenza può essere una spia molto utile per calcolare quanto petrolio é andato a finire in mare. A un mese dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deep Horizon non ci sono infatti stime attendibili: si è parlato di 1.000, 5.000 e perfino di 100.000 barili al giorno. Solo la conoscenza del dato reale permetterà di aiutare a programmare gli interventi più efficaci per bonificare l'area colpita. «Serve un'azione immediata - scrive Valentine -. Lancio l'appello per uno sforzo collettivo, con un impegno adeguato da parte del governo degli Stati Uniti, gli enti impegnati nella gestione dell'incidente della Deepwater Horizon e la Bp. Molto probabilmente - conclude - la ricompensa sarà superiore ai costi».
E i costi, già oggi - uno sguardo alla Fotogallery che vi proponiamo ve lo confermerà -, sono enormi. Da quello legato al ciclo alimentare a quello del danno ambientale, dalle centinaia di migliaia di animali morti alla distruzione di habitat naturali unici. "Unitywave" (vd link e video) ha lanciato un'azione planetaria per permettere a "tutti gli uomini di buona volontà" di dare un proprio segnale e dire stop a tutti coloro che... stanno uccidendo la terra. Restare impotenti e muti, infatti, non è una soluzione.
NEW YORK, 25 MAG, 02.09 - Oltre 300 uccelli, tra cui numerosi pellicani, sono stati ritrovati morti lungo le coste del Golfo del Messico da quando la piattaforma Deepwater Horizon è esplosa il 20 aprile, provocando una vasta marea nera (vd Fotogallery).
Secondo fonti ufficiali Usa gli uccelli in questione sono almeno 316 e sono stati ritrovati lungo le coste di Lousiana, Mississippi, Alabama e Florida.
Gli animali ritrovati vivi, ma macchiati di petrolio, sono 31 e dovrebbero sopravvivere. Oltre agli uccelli morti, sono state ritrovate, sempre nel Golfo del Messico, oltre 150 tartarughe marine e una decina di delfini morti.
Ansa
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