







L'anticipazione è del New York Times (vd link) ed è di quelle che non lasciano ben sperare per il futuro del Golfo del Messico: potrebbero essere 60'000 i barili di petrolio che fuoriescono dal pozzo sottomarino di greggio, ovvero dieci volte più di quanto stimato fino ad ora. La fonte di questa notizia? Un alto funzionario di BP sentito, in audizione chiusa, dal Congresso. Tutto, a questo punto, lascia presagire che la catastrofe sarà di proporzioni bibliche, mettendo addirittura in secondo piano quanto accaduto, 21 anni fa, in Alaska, con la petroliera Exxon Valdez (come già si mormorava il 30 aprile scorso, vd. suggeriti). Evitando le previsioni abbiamo scelto di andare sui fatti proponendovi questa scheda curata dall'Ansa.
Alaska, 21 anni dopo la Exxon Valdez
Spiagge e scogli ancora sporchi di catrame, decine di specie animali decimate, villaggi di pescatori afflitti da alcolismo, suicidi e violenza domestica: 21 anni dopo la marea nera provocata dall'Exxon Valdez, l'Alaska patisce ancora le conseguenze.
Il 24 marzo 1989 la superpetroliera americana si arenò nel Golfo dell'Alaska rovesciando in mare 40 mila tonnellate di greggio e contaminando circa 1.600 chilometri di costa, secondo un rapporto di una commissione d'inchiesta sul disastro citato dal quotidiano di New Orleans, Nola, nella sua versione online. La marea nera costò la vita a 250mila uccelli marini, 2.800 lontre marine, 300 foche, 250 rapaci e 22 orche, secondo una stima della commissione. All'epoca la Exxon disse di aver speso 2,1 miliardi di dollari per ripulire il mare e le spiagge, ma oggi si ritiene che circa 80mila litri di greggio inquinino ancora la costa del Prince William Sound. L'industria della pesca dell'aringa, finora fiorente, è definitivamente crollata nel 1993, gli stocks di salmoni sono rimasti a livelli molto bassi e le orche che vivevano nella zona sono in via d'estinzione. L'impatto è inoltre stato devastante sulla popolazione. «La comunità ha subito tutte le forme possibili di trauma sociale. E' aumentato l'alcolismo, sono aumentati i suicidi. E' cresciuta la violenza domestica sono cresciuti i suicidi, senza contare la quantità di fallimenti finanziari», ha sottolineato Stan Jones, portavoce di un gruppo di studio del Consiglio regionale del Prince William Sound.
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