





Torna novembre e torna - nonostante i proclami del marzo scorso, dopo lo tsunami che travolse il paese (vd suggeriti) - la "caccia scientifica" alle balene, nel santuario loro dedicato nell'Antartico. Il Giappone, e per esso il suo ministro della Pesca, Michihiko Kano, l'ha infatti annunciato ufficialmente negli scorsi giorni spiegando inoltre che sarà rafforzata nelle acque dell'Antartico la sicurezza delle baleniere perché «abbiamo intenzione di far valere il pensiero del nostro Paese». La ricerca, ha detto, «è del tutto indispensabile per riavviare in futuro la caccia commerciale». In altri termini, con il beneplacito dell'IWC (la Commissione baleniera internazionale), il Giappone potrà cacciare e uccidere 1000 balene.
Le reazioni di Australia e Nuova Zelanda non si sono fatte attendere. Entrambi gli Stati hanno condannato fermamente la decisione del Giappone di riprendere la "caccia scientifica" alle balene in acque antartiche. «L'Australia rimane risoluta nella sua opposizione a tutta la caccia commerciale alle balene, inclusa la cosiddetta 'caccia scientifica' del Giappone», dichiarano in un comunicato congiunto i ministri australiani degli Esteri, della Giustizia e dell'Ambiente, ricordando che Canberra ha avviato azione legale contro Tokyo presso la Corte internazionale di giustizia (vd suggeriti). Il governo neozelandese, dal canto suo, ha descritto i mari antartici come il suo 'vicinato', definendo «totalmente irrispettosi» i piani giapponesi. Il ministro degli Esteri Murray McCully ha anche espresso allarme sia per i piani giapponesi di rafforzare la sicurezza per proteggere le baleniere, sia per le recenti dichiarazioni di Sea Shepherd di usare navi tattiche potenzialmente letali per fermare le baleniere. La Nuova Zelanda ha esortato entrambe le parti ad agire «in modo responsabile».
E il capitano Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd? Non ha certo usato toni diplomatici ed ha assicurato che Sea Shepherd, con 100 volontari, sarà lì, anche quest'anno, per fermare il massacro. L'operazione si chiamerà "Vento divino" e mira a contrastare efficacemente (come già avvenne l'anno scorso) i piani dei giapponesi. Questa decisione - ha detto Watson - "è un insulto a tutte le nazioni contrarie alla caccia alle balene che hanno contribuito in maniera tanto generosa ad aiutare le vittime dello tsunami e del terremoto. I giapponesi hanno accettato gli aiuti esteri per aiutare le vittime di questa tragedia e ora stanno spostando i fondi per perpetuare questo massacro osceno e illegale di balene indifese all’interno del Santuario delle Balene dell’Oceano del Sud. È una vergogna e uno schiaffo in faccia a tutti coloro che si sono fatti avanti per aiutarli nel momento del bisogno".
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