

La Commissione sugli esperimenti animali ticinese non è conforme all'Ordinanza federale (riveduta nel settembre 2008) e secondo l'Ufficio federale di veterinaria (UFV) la composizione della Commissione ticinese non garantisce «presumibilmente» la sua indipendenza. La legge e la relativa ordinanza precisano che questo organo - che ha il compito di esaminare preventivamente le richieste di autorizzazione per le sperimentazioni animali - dev'essere totalmente indipendente dall'autorità che decide in merito, che i suoi membri non possono essere collaboratori di questa stessa autorità e che le associazioni di protezione degli animali devono essere debitamente rappresentate. La questione è venuta alla luce nell'ambito del dibattito al Parlamento federale sulla Legge sulla protezione animali, dibattito nel quale, tanto per intenderci, si è detto stop all'importazione di cetacei in Svizzera (vd suggeriti).
Interpellato dall'Ats, il veterinario cantonale Tullio Vanzetti ha assicurato che la Commissione (di cinque membri) lavora in totale indipendenza e che include un rappresentante delle Società per la protezione degli animali su proposta della Federazione cantonale. Va pure ricordato - ha aggiunto - che l'UFV può ricorrere contro ogni decisione del Cantone e che la commissione sarà comunque rinominata in giugno «per essere conforme anche dal profilo formale alla legge federale». «Il Ticino - afferma dal canto suo Regula Kennel, responsabile della comunicazione all'UFV - ci ha ancora una volta assicurato che procederà a una revisione delle norme del 1987. Restiamo in attesa».
Proprio la rappresentante degli animali in seno alla Commissione ticinese sembra però suscitare le perplessità di alcune associazioni del settore. «Abbiamo tentato di contattarla più volte senza successo e abbiamo chiesto alle varie società di protezione degli animali ticinesi, ma nessuno sembra conoscere questa signora», afferma Luc Fournier, vicepresidente della Lega svizzera contro la vivisezione e membro dell'omologa commissione ginevrina. E, ancora Fournier, sottolinea che il numero di animali utilizzati nei laboratori in Ticino è particolarmente elevato se si tiene conto che qui non vi sono grandi aziende farmaceutiche. Secondo le statistiche dell'UFV, nel 2010 erano in tutto 41'246 gli animali "da esperimento", in aumento del 22,8% rispetto all'anno precedente. «L'elevato numero di animali - precisa Vanzetti - è riconducibile a ditte farmaceutiche che commercializzano i loro farmaci in tutto il mondo e sono tenuti a provarne la sicurezza in base alla farmacopea svizzera e internazionale».
Green Hill (vd suggeriti) non c'è solo in Italia.
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