





La globalizzazione non conosce confini nemmeno nel mondo animale. Vi abbiamo riferito di granchi, stelle marine e alghe che dal Giappone, dopo lo tsunami, sono giunti sulle coste statunitensi del Pacifico (vd suggeriti). Oggi vi raccontiamo invece di un vero e proprio "flagello" giunto dall'Asia anche in Svizzera (in Italia - Lombardia, Veneto e Lazio - c'è già, vd video). Stiamo parlando del Tarlo asiatico del fusto un coleottero che infesta diverse specie di latifoglie e può causare la morte di un albero in pochi anni.. Lo scorso mese di maggio, per una decina di giorni, due squadre di cani segugi austriaci hanno cercato nei porti basilesi tracce di questo tarlo - l'Anoplophora glabripennis - e purtroppo l'hanno trovato. Dove? In alcuni magazzini di aziende che importano pietre dall'Asia. I cani hanno dato segnali inequivocabili della presenza dei tarli esaminando gli imballaggi di legno nei quali le pietre vengono trasportate.
Così oggi, volute dal Servizio fitosanitario federale (SFF), in collaborazione con i cantoni di Basilea Città e Campagna, sono entrate in funzione unità cinofile appositamente addestrate. I cani operano per il momento nell'area portuale di Basilea e di Birsfelden (BL) con l'obiettivo di evitare la diffusione di questo organismo nocivo la cui presenza fu confermata per la prima volta lo scorso autunno nei cantoni di Friborgo e Turgovia.
Da notare che la Confederazione, oltre alle unità cinofile, intende introdurre una formazione supplementare per coloro che lavorano sugli alberi, affinché siano in grado di riconoscere con sicurezza le tracce della presenza e le infestazioni del tarlo. I rami infestati o a rischio devono essere triturati sul posto e in seguito bruciati negli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani. Infine la Confederazione vuole impedire che altro legname da imballaggio infestato arrivi in Svizzera. Prevede perciò di aumentare al più presto il personale addetto ai controlli nella regione di Basilea.
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