




È vero, in Svizzera non c'è il mare, ma... la Settimana europea dello squalo (in corso dal 10 al 18 ottobre) non poteva passare inosservata qui alla Fattoria. Non foss'altro per il fatto che alza il sipario sull'ennesima crudeltà dell'uomo, verosimilmente protetto, in questo caso, dalla pessima fama dell'oggetto/soggetto del suo intervento: lo squalo appunto.
Lui, lo squalo, per anni e anni ci è stato presentato così: una bocca spalancata piena di denti acuminati e una spietata freddezza che lo trasforma in 'Killer'. Forse è anche per questo che in pochi si sono chinati su un 'dato di fatto': ogni anno, nel mondo, muoiono, attaccati dagli squali, 10 umani. Ogni anno, nel mondo, per mano degli umani, muoiono 100 milioni di squali! Sì, avete letto bene: 100 milioni di squali. Inutile dire che le varie specie sono ormai in via d'estinzione. In particolare sono minacciate più di un quarto delle specie presenti nel Nord Atlantico e 120 specie nel resto del mondo. Ma perché, abbiamo chiesto alla biologa marina Beatrice Jann, accade tutto questo?
"Perché negli ultimi anni, alle reti di sicurezza e ai pescatori che lo pescano per la carne (Mai mangiato carne di squalo? No?!? E quel 'Vitello di mare' dell’estate scorsa?...), si è aggiunta una questione di lusso e prestigio. In pratica molti squali pescati apposta o finiti per sbaglio nelle mani dei pescatori, vengono ributtati in mare, ma... solo dopo che sono state loro staccate le pinne. Vivo o morto, a quel momento il destino dello squalo è segnato. Questa pratica si chiama 'finning'".
Scusi, ma dove stanno il lusso e il prestigio in tutto ciò?
"Stanno nel fatto che le pinne sono ricercate, specialmente nell’area asiatica, per la famosa 'zuppa di pinne di pescecane'. Questa zuppa era prerogativa dei ricchi e la gente 'comune' la gustava solo durante occasioni speciali. Con l’avvento del benessere economico, specialmente in Cina, la richiesta di questa 'zuppa-status-symbol' è aumentata e di conseguenza anche la caccia alle pinne. Le pinne valgono molto e occupano poco posto nella stiva delle navi da pesca, che a volte sono in mare per settimane, dunque sono un prodotto 'ideale' per i pescatori".
Signora Jann, ci dice qualcosa su questi "pesci"?
"Gli squali non sono semplici 'pesci'. A parte molte altre caratteristiche che li differenziano dai 'veri' pesci, essi non si riproducono così facilmente. Depongono poche uova e alcune specie mettono al mondo pochi piccoli ogni anno, piccoli che raggiungeranno a loro volta la maturità sessuale solo dopo diversi anni. Ci sono poi specie che hanno sviluppato una struttura che assomiglia molto alla placenta dei mammiferi. Gli squali sono 'pesci' delicati ed è proprio per rendere attenti sulla loro vulnerabilità e sulle minacce che incombono su di loro che il gruppo Shark Alliance ha indetto questa settimana europea degli squali, con diverse manifestazioni in tutta Europa".
Manifestazioni che - vd. primo link a lato - non mancano anche in questo week end.
"Più conosco gli uomini e più amo le bestie".
Totò
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