


Il Succiacapre (nome scientifico: Caprimulgus europaeus) è uno degli uccelli più singolari che nidificano in Ticino. È una specie dalle abitudini crepuscolari e notturne.
Le dimensioni sono circa quelle di un Merlo, il piumaggio è marrone-grigio mimetico, la silhouette assomiglia a quella del Cuculo. Nel maschio, sulle ali e sulla coda, sono presenti alcune macchie bianche che vengono esibite durante il corteggiamento.
Il volo spettacolare e sfarfallante è ricco di virate, cambi improvvisi di direzione che sono efficaci per la cattura delle prede. Il Succiacapre si ciba di insetti soprattutto falene, maggiolini, zanzare, moscerini ed altri che cattura in volo.
Migratore, arriva in Ticino ad aprile per ripartire per l’Africa in agosto-settembre.
Inserito nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti, è una specie prioritaria per la conservazione in Svizzera. Causa del suo declino è stata soprattutto la riduzione del suo ambiente di nidificazione per la chiusura degli spazi aperti per l’avanzata del bosco. Il Succiacapre vive infatti nelle zone aperte di collina e montagna. Si insedia volentieri nelle aree interessate da incendi, lungo i versanti rocciosi, caldi ed esposti. La popolazione ticinese è di meno di 20 coppie nidificanti; per questo la specie è oggetto di una ricerca da parte di ASPU/Birdlife Svizzera.
Grazie a chi - vedendo un Succiacapre o sentendolo cantare - segnalerà a succiacapre@ficedula.ch la sua presenza. Così facendo contribuirà a ad aiutare la sua specie.
HISTORIA NATURALIS
(...) "Sono chiamati succiacapre uccelli dall'aspetto di un merlo abbastanza grande, predatori notturni; durante il giorno sono privi di vista. Entrano negli ovili dei pastori e si attaccano volando alle mammelle delle capre per succhiarne il latte; dopo questa violenza la mammella si secca e le capre, che sono state munte in questo modo, diventano cieche".
Plinio
L'ORRORE DI DUNWICH
(...) "Quella notte si udirono brontolii sotto le colline e i succiacapre schiamazzarono orribilmente. Di quando in quando il vento, montando dalla vallata di Cold Spring, portava nella pesante aria notturna un sentore del solito indicibile miasma; era il fetore che tutte e tre le sentinelle di quella notte avevano già sentito, quando si erano trovate accanto a una cosa morente che, per quindici anni e mezzo, si era fatta passare per un essere umano.
Ma l'orrore che cercavano non apparve. Qualunque cosa ci fosse laggiù nella gola, stava aspettando il momento giusto, e Armitage disse ai suoi colleghi che sarebbe stato da suicidi provare ad attaccarla al buio (...)".
Howard Phillips Lovecraft
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