




KABUL - È durato quattro ore, oggi mercoledì 19, l'assedio alla palazzina dell'agenzia della Pashtani Bank a Kabul. Tre gli autori dell'attacco che sono stati uccisi. Il direttore della polizia criminale di Kabul, Ghafar Sayedzada, ha detto all'ANSA che, per quanto riguarda le forze di polizia «tre agenti sono rimasti feriti nelle sparatorie» e che la situazione generale è tornata alla normalità. Stando però a quanto affermato dai talebani afghani, in relazione a quest'attacco con un messaggio su un sito internet (vd link),: «20 mujaheddin sono entrati proprio oggi a Kabul imbottiti di esplosivo e attendono indicazioni per entrare in azione».
Sale la tensione in Afghanistan, a meno di 24 ore dall'apertura dei seggi, momento topico che ha portato il Governo ad imporre la censura sugli attentati che «eventualmente insanguineranno il paese nel giorno delle elezioni presidenziali e provinciali». Due i decreti emessi: uno dal ministero degli Interni e uno dal ministero degli Esteri. Quest'ultimo ha proibito la trasmissione televisiva delle notizie di violenze a seggi aperti. Il ministero degli Interni, invece, ha vietato ai giornalisti l'accesso alle zone colpite da attentati. «Abbiamo preso questa decisione nell'interesse nazionale dell'Afghanistan - ha detto un portavoce del presidente Karzai -. Vogliamo dare coraggio alla gente e spingerla a votare. Questa decisione metterà sotto controllo l'impatto negativo dei media. Se succederà qualcosa, questi decreti eviteranno le esagerazioni, in modo da non spaventare la popolazione».
(notizia aggiornata alle 12.19)
Sono 17 milioni gli elettori afghani iscritti in catalogo (40% donne) su una popolazione di 33 milioni d'abitanti. Giovedì 20 dovranno scegliere il loro presidente tra 33 candidati (erano, inizialmente, 41, ma 8 si sono ritirati - vd suggeriti - in favore di Hamid Karzai) tra le quali due donne. Gli elettori afghani dovranno inoltre rinnovare i 34 Consigli provinciali. Totale dei seggi: 420, 124 dei quali riservati alle donne. Candidati iscritti: 3'197 (328 le donne).
Hamid Karzaï è dato come grande favorito - dai sondaggi e dagli opinionisti - per un secondo mandato quinquennale. Più di centomila soldati - americani e dell'Isaf - e 175'000 tra poliziotti e militari afghani sono preposti a vigilare sulle elezioni.
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