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Nuova strage in Pakistan
Rawalpindi, un attentato ha causato almeno 34 morti
2 nov 2009 08:11 | Mondo / Cronaca
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RAWALPINDI (PAKISTAN) - Ancora una strage in Pakistan, dove un kamikaze, probabilmente un talebano, con indosso un corpetto esplosivo si è fatto saltare in sella a una moto presso un grande albergo nel centro di Rawalpindi, grande città che sorge in prossimità della capitale, Islamabad, uccidendo almeno 34 persone e ferendone altrettante.

Il terrorista suicida - non è chiaro se anche la moto fosse imbottita di esplosivo - si è scagliato su una fila di persone che attendevano la loro paga fuori da una banca, all'interno di un complesso che comprende anche un centro commerciale e l'hotel a quattro stelle Shalimar, non lontano dal quartier generale dell'esercito, teatro il mese scorso di un'incursione di terroristi con presa d'ostaggi che fece 23 morti. Secondo alcune fonti ufficiali, molte delle vittime sono persone anziane che erano in fila per ritirare la pensione.

L'attentato odierno, l'ultimo di una lunga e sanguinosa offensiva dei talebani, avviene mentre l'esercito cerca di strappare il controllo del territorio ai talebani nell'area tribale del Sud Waziristan, a ridosso del confine afghano, e nel giorno in cui il governo pachistano a posto una taglia di 5 milioni di dollari sulla testa di Hakimullah Mehsud, capo del movimento dei Talebani del Pakistan (Ttp), e di altri 18 capi del movimento integralista armato.

(Aggiornamento notizia: 2 nov 2009 10:21)
ats/ansa
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L'ONU ritira il personale straniero dalle regioni tribali

Le Nazioni Unite hanno annunciato che ritireranno con effetto immediato il loro personale straniero dalle regioni tribali del nord-ovest del Pakistan per ragioni di sicurezza.

«Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha dichiarato il passaggio alla fase 4 (operazioni d'urgenza) nella Provincia frontaliera del Nord-ovest (Nwfp) e dalle zone tribali (del Pakistan) con effetto immediato», dice l'Onu in un comunicato, aggiungendo che il personale sarà «rilocalizzato».

Il 21 ottobre scorso il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Pam/Wfp) per ragioni di sicurezza ha chiuso i suoi centri di distribuzione nella regione, percorsa da un'ondata di attentati e da un'offensiva in varie fasi dell'esercito per riprendere il controllo del territorio ai talebani. Il 5 ottobre cinque impiegati del Pam furono uccisi.

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